In una nuova intervista, l’ex dei Nirvana, Krist Novoselic, ha riflettuto sul successo senza tempo della band e sul suicidio dell’ex collega Kurt Cobain

L’ex bassista dei Nirvana, Krist Novoselic, ha parlato dell’eredità della band e del loro album “Nevermind“, nonché del modo in cui ha affrontato la morte del frontman Kurt Cobain. Il musicista ha parlato a Kerrang del nuovo album insieme alla sua attuale band, i Giants In The Trees, e di come questo disco omonimo segua lo stesso spirito del primo dei Nirvana.
E’ abbastanza carico per me.” ha raccontato “Penso che suoni davvero bene ed è bello ricordare Kurt. Anche se, vengono fuori molte cose quando lo ascolto.

Quando gli viene chiesto come mai, a suo parere, i Nirvana siano così popolari e rilevanti anche dopo tutti questi anni, lui ha risposto: “Sono le melodie, che te li fa amare. C’è il potere della diversità. Stavo ascoltando “Milk It” (una canzone tratta da “In Utero”) l’altro giorno. E’ una canzone davvero sinistra. In realtà, ‘minacciosa’ è una parola migliore, ma cattura l’immaginazione in modi diversi. Kurt era così intenso e si sentiva nei dischi. Quella canzone è un buon esempio di quell’intensità e del perché per quella non c’è un video, è tutto basato sull’immaginazione.

I Nirvana si sono sciolti alla morte improvvisa di Cobain, quando si tolse la vita nel 1994. Ripensando alla sua perdita, Novoselic ha rivelato di aver dovuto attraversare un periodo di guarigione molto lungo: “Ci ho impiegato un bel po’” ha raccontato riferendosi al suicidio del collega “E’ stato così traumatico, che ero entrato in depressione. Ebbe effetti terribili. Ci furono anche altre cose nella mia vita che mi trattennero. Ma alla fine, il tempo guarisce e si finisce per affrontarlo. Alla fine, si viene a patti con le cose…ma non lo so, davvero. Devi solo cercare di essere positivo.

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