Il declino musicale? Secondo il cantante degli Iron Maiden, Bruce Dickinson, sarebbe tutta colpa delle case discografiche che non sono mai state in grado di approfittare della rivoluzione digitale

Il cantante degli Iron MaidenBruce Dickinson, ha affermato che il declino dell’industria musicale è da imputare al fatto che le case discografiche non hanno approfittato della rivoluzione digitale.

Una rivoluzione che ha preso il via con la Napster, il servizio di condivisione online che ha consentito di accedere gratuitamente alla musica, ideato da due adolescenti e poi chiuso nel 2001. Da quel primo esempio, milioni di persone in tutto il mondo si sono procurate brani, musica, dischi e quant’altro online, (gratis) attraverso altri servizi che hanno cavalcato questo rinnovamento. Potremmo dire che, dopo la Napster, l’industria musicale non sia più riuscita a riprendersi davvero. 

Secondo il frontman degli Iron Maiden, questa crisi, sarebbe da imputare principalmente alle case discografiche: “L’industria musicale ha sfruttato i suoi clienti” ha dichiarato durante un’intervista “Le case discografiche stavano facendo un sacco di soldi, pur non avendo fatto molto: credevano che il download sarebbe semplicemente scomparsi, ma non è stato così e non hanno fatto nulla al riguardo. Non hanno mai visto il servizio download come un modo per accedere ai fan, ai clienti. Le band lo hanno capito invece, le band sono sempre state più avanti delle case discografiche.

Alla fine, l’industria musicale ha abbracciato il digitale, ma ci sono voluti Apple e iTunes per arrivarci, e neanche in completa serenità. Proprio all’inizio di quest’anno, Bruce dichiarò a Comebackstage: “La Napster ha distrutto il valore della musica, il che è terribile. Il ragazzo che l’ha creato meriterebbe di essere rinchiuso, e forse lo è. E’ stato un atto di pura distruzione egoistica e quello che ha ottenuto è stato l’entusiasmo del pubblico. Pubblico che non è colpevole in alcun modo.

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