In “1968. Soul e rivoluzione – Gli anni d’oro del rock” il decano dei critici rock italiani racconta la musica del ‘68

È uscito il volume “1968. Soul e rivoluzione – Gli anni d’oro del rock” di Riccardo Bertoncelli. Il libro parla della musica (delle musiche) del 1968 vero, cronologico, così diverso dal Sessantotto mitico che nel corso del tempo è stato riempito di storie, favole, luoghi comuni di ogni epoca e fatta. Scorrono Hendrix, Beatles, Led Zeppelin, Cream, Van Morrison, Stones, Pink Floyd, Grateful Dead, Johnny Cash, Frank Zappa, Janis Joplin e molti altri, per arrivare fino all’Italia di De André, Svampa e Jannacci.
Un anno vero, di dodici mesi, che oggi ci appare come un groviglio complicato e anche discutibile; come dice l’autore “se vogliamo dirla tutta e giocar di fino con il paradosso, è l’anno più fragile della seconda metà dei ’60, là dove tra rock e nuovo jazz si inventa un altro modo di fare musica, di ascoltarla, di viverla. Un anno incerto, sospeso, un tempo di transizione tra la bellezza pura del ’65-’67, il Big Bang, e le avvincenti dolorose contraddizioni che seguiranno”.
Il volume (240 pagine, 22 euro) è pubblicato da Giunti nella collana Bizarre.

Con queste pagine si chiude la serie iniziata nel 2007 con “Sgt. Pepper. La vera storia” e proseguita con “1969. Storia di un favoloso anno rock”, “1965-1966. La nascita del nuovo rock” e “1967. Intorno al Sgt. Pepper”. Una ricostruzione mai tentata prima, anno per anno, della stagione più fervida di idee e sorprese in campo rock e non solo.
Riccardo Bertoncelli scrive di rock dal 1969 e nel 1973 ha pubblicato il primo libro d’autore italiano sull’argomento, “Pop Story”. Ha legato il suo nome come autore, curatore o traduttore a circa 300 libri. Dal 1995 collabora con Giunti, di cui è responsabile per l’area musicale.

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