Il rapporto tra Dylan e l’Italia è molto stretto e Vinile lo ha celebrato ricostruendo la sua intera discografia italiana e ripercorrendo i suoi concerti nel nostro paese

«… cioè, sognando Dylan e i provos » è forse il tributo più sintetico ed affettuoso che un grande cantautore italiano (Francesco Guccini) abbia riservato, in uno dei suoi brani più autobiografici, al maestro indiscusso, futuro e più che meritato Premio Nobel per la letteratura. I nostalgici della poesia scritta non si meraviglino: in fondo, Iliade, Odissea e tutta l’epica dei tempi di Omero venivano tramandate per tradizione orale, recitate e cantate da aedi e rapsodi.
Dopo aver raccolto in uno dei numeri precedenti le cover in italiano di Robert Allen Zimmerman (in arte Bob Dylan) ci cimentiamo in questa sede nella ricostruzione della discografia che lo vede interprete limitandoci alle stampe italiane, così da escludere le numerose copie importate dall’Olanda o più genericamente indicate come « europee ». Questa scelta è in armonia con le istanze collezionistiche di parte dei nostri lettori, limita la disamina agli anni 80 del secolo scorso o poco più e permette di focalizzarci sulle prime incisioni del ragazzo di Duluth che per entrare nella leggenda si trasferì a New York.
E risaputo che la sua frenetica attività dal vivo (oltre ai vari outake in sala di registrazione) generò una quantità impressionante di bootleg e di incisioni alternative già sul finire degli anni 60, per la precisione nel 1969 quando in semiclandestinità fu stampato e diffuso il Great White Wonder. Le incisioni sono sterminate e ci siamo limitati a elencare quelle per cui si è trovata evidenza del timbro SIAE, in modo da garantire almeno una parvenza di ufficialità.

(l’intera discografia e tutti i concerti sul numero 14 di Vinile, in uno speciale curato da Michele Neri e Franco Settimo)

Commenta Via Facebook