Secondo un nuovo studio scientifico, il modo in cui percepiamo la musica è direttamente connesso al nostro quoziente emotivo: ciò che definisce il nostro grado di empatia e la capacità di avere successo nella vita

Negli ultimi anni la scienza ha fatto passi da gigante, trovando nuove definizioni, come ad esempio quella dell’EQ, il così detto quoziente emotivo. Si tratta di un tipo di intelligenza differente dal QI (il quoziente intellettivo), che andrebbe a definire le capacità individuali per quanto riguarda leadership, empatia e una spiccata attitudine alla gestione. Sebbene questa capacità non possa essere insegnata, e riguardi strettamente la sfera individuale, secondo una nuova ricerca la musica potrebbe aiutare ad ottimizzare il proprio quoziente emotivo.

Questa ricerca neuroscientifica avrebbe messo in luce come le persone altamente empatiche reagiscano alla musica in modo diverso. Lo studio è stato condotto attraverso l’utilizzo della risonanza magnetica, al fine di evidenziare la connessione fra la musica e il cervello umano.
Gli autori della ricerca hanno scoperto che, quando le persone empatiche ascoltano la musica, alcune aree del cervello si attivano e accendono, proprio come accade durante l’interazione con altre persone. La musica è in un certo senso l’espressione di un sentimento, e sono sempre queste emozioni a guidare la comunicazione fra esseri viventi, questo spiegherebbe quanto evidenziato dalle risonanze.
Sempre secondo la ricerca, le persone con un maggiore EQ, avrebbero opinioni più forti riguardanti la musica che amano o meno, suggerendo ancora una volta che la musica rappresenta una porta aperta per i nostri sentimenti e le interazioni con gli altri.

In sostanza, la nostra risposta personale alla musica può aiutarci a capire meglio le nostre capacità empatiche, e quelle altrui.

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