Una nuova ricerca americana mostra la redistribuzione degli introiti generati dal mercato multimilionario della musica: agli artisti, solo 12%

Un nuovo rapporto stilato sul futuro dell’industria musicale, ha calcolato che gli artisti hanno ricevuto solamente il 12% di tutti i proventi del mercato statunitense, nel corso del 2017. Lo studio, è stato condotto da Citigroup.
Negli Stati Uniti, l’industria musicale ha generato introiti per 43 milioni di dollari, corrispondenti al picco precedente avvenuto nel 2006” spiega il rapporto.

Di questi 43 milioni, poco più di 5 sarebbero finiti nelle tasche dei musicisti. Secondo lo studio, la maggior parte dei ricavi sarebbe ridistribuito fra grandi etichette discografiche e produttori, coloro che si sono maggiormente imposti sul mercato negli ultimi anni.

Le quote degli artisti nei confronti della musica, sono piccole. La percentuale, tuttavia è in aumento: nel 2007 era appena del 7%. La scena musicale e i concerti, con i loro ricavi, sono la ragione principale per cui le risorse sono migliorate. E’ chiaro che il futuro potrebbe essere brillante per gli artisti disposti ad abbracciare nuovi modi di generare reddito, lo stesso vale per le aziende che potrebbero rendersi disponibili nella stessa prospettiva” hanno aggiunto i ricercatori.

A questo proposito Citigruop propone alcune possibili soluzioni, per ovviare a questa estrema disparità. Una partnership fra servizi di vendita e Spotify, potrebbe contribuire a diminuire l’abisso fra artisti e mercato musicale, oppure potrebbero essere le stesse piattaforme di streaming ad unirsi. La terza, ed ultima opzione proposta, sarebbe quella per gli stessi servizi online, come ad esempio Spotify, prendano il posto delle attuali etichette discografiche, andando a stipulare contratti più vantaggiosi coi singoli musicisti. I buoni propositi ci sono tutti ma, la buona riuscita di questa operazione potrebbe anche non andare in porto e comunque, al momento, tutte le proposte restano alquanto improbabili.

 

 

Commenta Via Facebook