Capostipiti del dark-sound, i Black Sabbath mescolano magia nera, stregoneria e letteratura satanica in uno stile selvaggio e sinistro che ha sconvolto la scena musicale del 1970

John Michael Ozzy Osbourne (voce), Terence Geezer Butler (basso), William Bill Ward (batteria) e Frank Anthony Tony Iommi (chitarra) sono quattro ragazzi di Birmingham che dopo varie esperienze musicali si riuniscono sotto il nome Heart. Suonano spesso all’Henry Blues House, dove Iommi viene adocchiato da Ian Anderson e chiamato per sostituire nei Jethro Tull Mick Abrahams, allontanatosi all’indomani della registrazione del primo album della band, “This Was”. Nel dicembre del 1968, i Tull sono invitati a partecipare al Rock’n’Roll Circus dei Rolling Stones assieme a Who, John Lennon & Yoko Ono, Marianne Faithfull e altri, ma il timbro troppo heavy del chitarrista di Birmingham mal si sposa con le tendenze folk-blues di Anderson e la convivenza tra i due finisce lì. Rientrato immediatamente negli Heart, Iommi e compagni sono notati da Jim Simpson, un lungimirante talent-scout che spunta un ingaggio allo Star Club di Amburgo e in seguito un contratto con la casa discografica Fontana. Verso la fine del ’69 e prima di entrare in sala di registrazione, si decide di cambiare il nome della band, attingendo la nuova denominazione dal film del maestro dell’horror italiano Mario Bava I tre volti della paura, che in Inghilterra è diventato Black Sabbath (Sabba nero). Il singolo “Evil Woman / Wicked World” viene pubblicato il 2 gennaio 1970, distribuito in quantità limitata e scarsamente pubblicizzato; di fatto, non se ne accorge quasi nessuno. “Evil Woman” è la cover di un pezzo di una band di Minneapolis, Crow, e finirà poi nel primo album, “Wicked World” rimarrà invece inedita a 33 giri. Il flop induce Iommi e compagni a cambiare aria, sottoscrivendo un contratto con l’emergente Vertigo, distribuita dalla Philips. Dopo soltanto due mesi, il sette pollici viene ripubblicato ed entra subito nella classifica inglese, imponendosi con un certo clamore all’attenzione del pubblico. L’inaspettato successo diventa un ottimo biglietto da visita per il lancio del 33 giri, registrato in un paio di giorni su un Ampex a quattro piste e con budget di sole 600 sterline.

(Il lungo articolo di Franco Brizi è sul numero 15 di “Vinile”)

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