Where The Wild Roses Grow: l’intenso quanto inaspettato duetto tra Nick Cave e Kylie Minogue e la fine di una silenziosa ossessione durata sei anni.

C’è una scia di sangue che affonda le radici nell’archetipica storia di Caino e Abele della tradizione biblica, attraversa la storia dell’umanità e giunge ininterrotta alle pagine di cronaca nera dei quotidiani. Un pesante bagaglio di male, dolore e sofferenza che l’uomo porta con sé e che tenta di esorcizzare e allontanare in ogni modo. Le murder ballads sono tutto questo: ballate narrative intrise del sangue di delitti efferati, nate nel solco della tradizione folk anglosassone e giunte oltreoceano con il loro carico di fantasmi, storie popolari vere o immaginarie dalla struggente forza evocativa in grado di resistere al tempo e alle mode musicali. A questo corpus di brani, a cui aveva già attinto anche Bob Dylan in più occasioni nella sua carriera, si è ispirato Nick Cave per il concept album MURDER BALLADS, pubblicato alla fine del febbraio 1996 e al culmine di una serie di dischi di grande spessore come TENDER PRAY (1988), THE GOOD SON (1990) e HENRY’S DREAM (1999), che ne avevano decretato la piena maturità artistica.

Da sempre appassionato di storie noir, Nick Cave confeziona con i suoi Bad Seeds un lavoro monumentale nella sua tensione poetica e narrativa nel quale si rincorrono temi come l’amore, l’attrazione dell’uomo verso il proibito, l’orrore di un delitto e la scia di dolore che ne consegue. Rispetto agli album precedenti, è però cambiata la prospettiva, con il cantautore australiano quasi rassegnato a una contemplazione dell’affresco infernale evocato dalle sue canzoni. Prodotto da Tony Cohen e Victor Van Vugt, l’album raccoglie dieci brani che si dipanano tra folk, blues e rock fino a toccare l’industrial e addirittura il pop.

Proprio su questo versante, si pone uno dei brani più emblematici, il singolo Where The Wild Roses Grow, cantata in duetto con la connazionale Kylie Minogue, all’epoca già sulla cresta dell’onda con vari successi nelle classifiche pop internazionali.

“Ho scritto Where The Wild Roses Grow pensando proprio a Kylie”, ricorda Nick Cave. “Avrei voluto scrivere da molti anni una canzone per lei. Ho avuto una silenziosa ossessione per lei per circa sei anni. Ho anche scritto diverse canzoni per lei, ma non ho ritenuto nessuna di queste adatta. È stato solo quando ho scritto questa, che è un dialogo tra un killer e la sua vittima, che ho pensato di aver scritto finalmente la canzone giusta per lei. Gli ho inviato il brano e lei mi ha risposto il giorno successivo”. A casa dei genitori di Kylie era, infatti, arrivato un demo, dove a cantare le parti femminili era Blixa Bargeld e, pochi giorni dopo, la cantante si ritrova in studio con Nick Cave e i Bad Seeds. Il risultato è un brano liricamente profondissimo, tutto giocato su una trama folk anglosassone impreziosita dai chiaroscuri vocali tra il timbro cristallino di Kylie e la voce profonda di Nick. Il 4 agosto 1995 a Cork in Irlanda, il cantautore australiano ospita la collega per la première dal vivo di Where The Wild Roses Grow. Quando il disco arriva nei negozi, è subito un successo e un po’ inaspettatamente arrivano anche record di vendita che sdoganano Cave verso il mainstream. A fare da traino è proprio il duetto con la Minogue, proposto come singolo, e il relativo videoclip, girato vicino al villaggio di West Peckham nel Kent in Inghilterra e ispirato all’opera Ophelia del pittore preraffaelita John Everett Millais. Nel giugno di quest’anno, Nick Cave e Kylie Minogue si sono ritrovati sul palco del Victoria Park per riproporre per la terza volta in oltre vent’anni Where The Wild Roses Grow. È stata magia pura, oggi come allora.
Testo a cura di Salvatore Esposito.

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