Gli irlandesi capitanati dalla compianta Dolores O’Riordan avevano già svoltato con le loro ballate, ma questo brano furioso e incendiario che parlava degli attentati dell’IRA li rese famosi in tutto il mondo.

Nel 1994, il gruppo rock di Limerick dei Cranberries aveva già raggiunto il successo con il suo debut album EVERYBODY ELSE IS DOING IT SO WHY CAN’T WE?, che era arrivato in cima alle classifiche conquistando il platino, e molti pensavano ormai di sapere cosa potersi aspettare dal quartetto irlandese. Mentre gli ultimi petardi del grunge esplodevano attorno a loro, i Cranberries erano un’oasi hippie, calma e rilassante, un’immagine ben espressa dal romantico incedere di Linger e dalla zuccherosità fiabesca di Dream, resa ancora più dolce dalla voce intensamente femminile e irlandese di Dolores O’Riordan.

Poi, nel settembre di quell’anno, mentre tutti aspettavano il loro secondo disco, NO NEED TO ARGUE, i Cranberries rivoltarono la loro immagine come un calzino tornando alla ribalta con Zombie, una canzone contro la guerra che suonava rabbiosa e cupa, e vedeva la O’Riordan scatenarsi contro la violenza provocata dal conflitto nell’Irlanda del Nord, che ogni settimana occupava i titoli delle prime pagine.

Il 20 marzo del 1993 un ordigno esplosivo nascosto dall’IRA in un cestino per i rifiuti nel centro della città di Warrington esplose, uccidendo un ragazzo di dodici anni e un bimbo di appena tre, oltre a fare più di una dozzina di feriti. Quando si diffuse la notizia dell’attentato, i Cranberries erano in tour e la O’Riordan si trovava sul tour bus, a Londra. “Ricordo che all’epoca a Londra esplodevano un sacco di bombe e che la situazione era tremenda”, dirà Dolores molti anni più tardi. “Ricordo che eravamo in tour in UK quando morirono quei bambini, e fu terribile. Gli attentati erano totalmente a caso: sarebbe potuto succedere a chiunque. Cantare di una cosa come quella era difficilissimo, ma quando sei giovane non ci pensi sopra. Lo fai e basta. Quando diventi più vecchio, hai più paura e diventi più apprensivo, ma quando sei giovane te ne freghi”.

Zombie fu scritta durante una pausa fra un tour e l’altro.

Il gruppo aveva passato la maggior parte dell’anno in giro per gli USA, esibendosi nelle università e nelle arene e costruendo il proprio successo. Non fu scritta da tutto il gruppo, ma dalla sola O’Riordan nel suo appartamento, e la versione iniziale era molto più quieta di come risultò alla fine. “Eravamo super impegnati e lavoravamo sempre con l’acqua alla gola”, racconterà ancora Dolores. “L’idea della canzone mi venne mentre ero a Limerick e all’inizio la composi all’acustica, la sera tardi. Ero a casa mia, e buttai giù un ritornello che ti prendeva. Lo portai in sala prove e lo provai all’elettrica. Poi aggiunsi una distorsione al ritornello, e dissi a Ferg [Fergal Lawler, il batterista]: ‘Magari potresti picchiare bello forte sui tamburi’. Anche se l’avevo scritta all’acustica, alla fine diventò molto più rock. È il nostro brano più aggressivo, molto diverso da tutto quello che avevamo fatto prima”.

Fu registrata a Dublino con il produttore Stephen Street, che impiegò molto tempo a far sì che il suono delle chitarre risultasse perfetto, ampio e avvolgente. Ma anche se il brano vide i Cranberries alzare notevolmente il volume del loro sound, la O’Riordan racconterà che non fu un trucchetto per salire sulla carrozza del grunge. “Ci venne naturale perché in tour lavoravamo molto sul feedback e sulla distorsione. Quando sei in tour, alla fine inizi sempre a giocare molto per rendere il sound live più corposo. In giro c’erano un sacco di gruppi grunge, ma questo non è grunge, anche se uscì nello stesso periodo. Il grunge non era il nostro genere semplicemente perché eravamo un tipo di gruppo diverso. Eravamo irlandesi, di Limerick, e avevamo le nostre idee. Un sacco di gruppi grunge si assomigliavano l’uno con l’altro”.

Molto importante per il successo del brano, pubblicato anche come singolo, fu il video che lo promosse, in un’era ancora molto dominata da MTV: la cantante vi appariva dipinta di un colore dorato e circondata da cherubini argentati. Inframezzate, c’erano sequenze video per le strade dell’Irlanda del Nord con soldati e bambini, girate dal regista Samuel Bayer, che aveva realizzato anche i video per Smells Like Teen Spirit dei Nirvana e No Rain dei Blind Melon. “Pensavo che il regista fosse molto coraggioso”, ci dice la O’Riordan. “Quando tornò era molto eccitato, lo potevi vedere dal suo atteggiamento. Era stata un’esperienza che lo aveva scosso: aveva ripreso dei ragazzi che saltavano da un palazzo all’altro, e anche un sacco di riprese dell’esercito. Aveva fatto un ottimo lavoro”.

Pubblicata nel 1994, Zombie andò al n. 1 in molti Paesi (anche se arrivò solo al n. 14 in UK) e conquistò il platino in Australia e Germania.

Agli MTV Award, il gruppo batté Michael Jackson e i TLC vincendo nella categoria Best Song. Ma questo successo impallidì quando furono invitati a esibirsi alla cerimonia per il Nobel della Pace del 1998, quando il leader Unionista dell’Ulster John Hume e il leader dell’SDLP David Trimble ricevettero il riconoscimento “per i loro sforzi per trovare una soluzione pacifica al conflitto in Irlanda del Nord”. Il disco NO NEED TO ARGUE vendette 17 milioni di copie e rese la O’Riordan una donna molto ricca. “Non cambierei una virgola di Zombie, perché è perfetta”, commenterà.

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