Qui vi proponiamo una serie di video tratti dai concerti e dalle apparizioni televisive, per avere un’idea di chi fosse Janis “Pearl” Joplin.

Amy Winehouse? Bravina… Adele? Ma stiamo scherzando? Signori, siamo seri. Qui si parla di Janis. Il resto è fuffa.

Nata a Porth Arthur nel Texas più duro e puro (e anche chiuso e conservatore) il 19 gennaio 1943 e morta a Los Angeles il 4 ottobre 1970, Janis Lyn Joplin è stata non “una” cantante, come pigramente la storiografia rock elenca, ma LA cantante, come Jimi Hendrix è stato IL chitarrista e Jim Morrison IL frontman.

La sua carriera è stata breve: quattro dischi ufficiali, di cui due con Big Brother and the Holding Company (BIG BROTHER AND THE HOLDING COMPANY nel 1967 e CHEAP THRILLS nel 1968) e due da sola (I GOT DEM OL’KOZMIC BLUES AGAIN MAMA! del 1968 e PEARL uscito pochi mesi dopo la morte, agli inizi del 1971).

Janis Joplin era blues, ma non un blues scolastico, rilassato e ammiccante alle radio e alle classifiche.

Era il blues che poteva cantare una donna bianca che soffriva le stesse pene esistenziali delle grandi cantanti blues nere dei decenni precedenti. La Joplin non aveva subito il razzismo che aveva ferito Billie Holiday o altre come lei, ma aveva vissuto sulla propria pelle l’esclusione, l’essere considerata diversa, l’essere derisa. E questo l’aveva segnata.

Se mai c’è stata una persona fragile, con una voce che dava suono a un’anima ferita questa è stata Janis Joplin.

La sua non era una voce gradevole: lacerava, feriva, scardinava le certezze. Ma possedeva un’intensità che non calava mai, sia che sussurrasse sia che urlasse a pieni polmoni. Janis Joplin voleva essere amata, e si dice che cantasse con tale trasporto, con tale abbandono perché così facendo era come se amasse – nel senso più fisico e carnale del termine – ogni singolo spettatore. Janis Joplin voleva solo essere amata. E la droga l’amò troppo. Morì a 27 anni, prima di poter dispiegare per intero il suo talento. Da allora, un diluvio di raccolte, dischi live, un film nel 1979 (The Rose, con Bette Midler ispirato alla sua vita e vincitore di tre Golden Globe) e un mito che cresce senza sosta.

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