Quarantasette anni dal debutto solista di Paul Simon, il disco è ancora uno dei di migliori nella storia della musica popolare americana.

Nel 2018, Paul Simon ci ha offerto i suoi ultimi concerti. Ha terminato un viaggio durato oltre sessant’anni, tanti ne sono passati dalle prime registrazioni come Tom & Jerry assieme ad Art Garfunkel. Chissà se Paul tornerà ancora in sala di registrazione e ci farà dono di un altro suo grande disco. Per celebrare quest’ultima tournée, siamo andati a riascoltare il 33 giri che pubblicò una manciata di mesi dopo la fine di Simon & Garfunkel. Un disco che non stanca mai e che in questi 47 anni non è invecchiato di un giorno.

Prima o poi, la domanda ce la siamo fatta tutti: ma cosa stavano facendo nel cortile della scuola Julio e il protagonista della canzone Me And Julio Down The Schoolyard? Anche Paul Simon, che la canzone l’ha composta, è sempre stato evasivo a riguardo. Qualcosa di sessuale? Qualche acquisto di droga leggera? Ma in fondo che importa, questa e altre canzoni del primo album di Simon, dopo la separazione da Garfunkel del 1970, sono ormai nella storia della musica popolare americana (e del mondo intero) e qualsiasi fosse il reato dei due ragazzi ormai è prescritto. E poco importa anche che la grammatica del titolo lasci un po’ a desiderare, Julio And I sarebbe stato più corretto, ma meno incisivo.

Qui c’è il genio di Simon, nella composizione, nel trovare parole sempre così musicali e nell’inventare soluzioni sonore incredibili

Ascoltate le due chitarre che sfruttano lo spettro sonoro stereofonico, quella di sinistra è un’acustica (David Spinoza) mentre quella di destra, più flebile, è un’elettrica scollegata (suonata da Paul) e poi c’è la cuica – strumento brasiliano – suonato magistralmente da Airto Moreira che dà il giusto ritmo alla concitata vicenda narrata, e geniale è anche il bridge realizzato da Paul fischiando.

Composta alla fine del 1970 e provata già nel febbraio dell’anno seguente in una versione ancora monca di alcune strofe, Me And Julio Down By The Schoolyard è probabilmente una delle prime canzoni registrate per il 33 giri. Il 20 marzo 1972 esce su singolo abbinata a Congratulations, ma non è il primo singolo estratto dall’album e non è neanche il primo successo solista di Simon. Prima ancora che PAUL SIMON giunga nei negozi (il 24), il 17 gennaio 1972 la Columbia distribuisce un 45 giri. Il lato principale è occupato da Mother And Child Reunion, registrata al Dynamic Sounds Studios di Kingston in Giamaica.

Il gruppo che accompagna Simon è quello di Jimmy Cliff: sono musicisti abituati a registrare uno o due pezzi al giorno e quando concordano i pagamenti con Simon, si basano su questa loro esperienza, chiedendo di essere liquidati a canzone e non a orario. Non sanno però che Simon e Roy Halee (il tecnico/produttore) sono due pignoli perfezionisti e cominciano a essere inquieti al terzo o quarto giorno di registrazione, negli ultimi giorni di maggio del 1971. Paul capisce subito il problema e modifica la paga da “a pezzo” a giornaliera e così il 2 giugno la canzone è finita con il suo irresistibile ritmo reggae, stemperato solo un po’ dal pianoforte di Larry Knechtel, lo stesso di Bridge Over Troubled Water.

Curiosa l’origine del titolo Mother And Child Reunion, mutuato da un omonimo piatto a base di pollo e uova che Simon vide nel ristorante “456” di Chinatown. Se da una parte Simon sente molto la responsabilità di aver sciolto un duo di così grande successo come quello con Garfunkel, dall’altra avverte un senso di libertà artistica irrinunciabile a quel punto della sua carriera. È libero di scrivere testi più personali, cosa impossibile con Art, ma soprattutto può sperimentare con altri generi musicali, può volare con la sua creatività ma anche fisicamente, può andare a Parigi, negli studi C.B.E. per registrare con i Los Incas (con loro aveva già collaborato per El Condor Pasa).

L’articolo completo, a cura di Michele Neri, è su Vinile n. 14, disponibile qui.

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