Dal numero 75 di Classic Rock, un breve estratto dell’intervista a Steve Morse.

Cresciuto in Georgia, Steve Morse apparve la prima volta sui radar musicali negli anni 70 con i Dixie Dregs, gruppo che mescolava rock & fusion, dopodiché diede una mano alla reunion dei Kansas negli anni 80. Nel 1994 è diventato infine il chitarrista dei Deep Purple, con i quali ha suonato in sei dischi in studio e sette dischi dal vivo.

Di Henry Yates

Eri il tipico adolescente ossessionato dalla chitarra?
Mi esercitavo per ore e ore, ogni giorno. Era divertente tanto quanto fare una corsa in bici. Non ero abbastanza intelligente da capire che dovevo anche dormire. Mi svegliavo prestissimo, mi esercitavo prima di andare a scuola, e facevo i compiti sul pulmino scolastico. Alla fine mi cacciarono da scuola perché mi facevo crescere i capelli. Mi mandavano sempre a casa dicendomi “Prima di tornare a scuola tagliati i capelli!”. Finalmente arrivai ai sedici anni, lo fecero una volta di troppo e dissi: “Ok, non torno”.

Credi che i tuoi assoli riflettano la tua personalità?
Sì. E questo ogni tanto faceva sì che quelli dei Dregs mi dicessero “Wow, ieri sera il tuo assolo mi ha davvero colpito, sembravi proprio incazzato”. Se qualcosa non mi è andato giù allora attacco la chitarra con più energia. La possibilità di sfogarmi sulla chitarra era una grande attrattiva, sai?

La cifra maggiore cha hai speso per una chitarra?
Forse mille dollari. Oggi posso avere le chitarre gratis, ma a questo punto quando ne ricevo una non mi sembra giusto rivenderla. Non posso nemmeno sbarazzarmene. È un po’ come avere un cucciolo, devi averne cura.

L’intervista integrale a Steve Morse su Classic Rock 75 che si può acquistare qui.

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