La recensione del concerto del “Principe” del 13 marzo al Teatro Garbatella

Di Filippo De Orchi

La Garbatella, per chi non è di Roma, è un borgata sorta intorno agli anni ’20, una volta popolata da modesti lavoratori e oggi diventata un quartiere di tendenza, portato alla ribalta anche dalla fiction dei “Cesaroni”. È qui che si trova il Teatro Garbatella, che dal 28 febbraio al 27 marzo vede in scena l’Off The Record di Francesco De Gregori: Residency Tour andato sold out per tutte e venti le date.

Io ho assistito a quello del 13 marzo e alle 21,00 precise è iniziato questo storytelling di Francesco De Gregori, particolarmente voglioso di interagire con il pubblico: il “Principe” ha subito dichiarato di non essere quel personaggio scontroso e distaccato che spesso viene descritto; con lui la sua band, formata da Guido Guglielminetti al basso, Carlo Gaudiello al piano, Paolo Giovenchi alle chitarre e Alessandro Valle alla pedal steel guitar e al mandolino, più due coriste.

La scaletta – come annunciato – è variabile, tra canzoni mai eseguite dal vivo o eseguite solo raramente e i suoi classici successi; questa sera viene distribuito all’ingresso del teatro un foglio con i titoli delle canzoni, e l’invito a non riprendere con i cellulari il concerto.

Si inizia, anzi si salpa subito con un tris a tema: “Titanic”, “L’abbigliamento di un fuochista” e “Tutti salvi”, storie emozionanti di questo storico naufragio.

Si passa poi a “Buenos Aires2, canzone che parla dei desaparecidos e “Come il giorno (I shall be released)” omaggio tratto dal suo album dedicato a Bob Dylan; al termine di questa canzone il nostro chiede a tutto il pubblico in sala quanti dei presenti avesse comprato l’album “Amore e Furto”.

Tra grandi i grandi classici di “Sempre per sempre”, “Cercando un altro Egitto”, “La leva calcistica della classe ’68”, “Banana Republi”c e “La valigia dell’attore” (dedicata ad Alessandro Haber), De Gregori inserisce dei brani minori come “Un guanto” e “Piccola mela”, cantata insieme a sua moglie Alessandra “Chicca” Gobbi.

Dimenticavo, prima di raccontare il crescendo finale, che sul palco quasi tutte le sere ci sono degli ospiti a sorpresa: Stefano Bollani, Elisa, Luca Barbarossa; a noi sono toccati Bobo Craxi e Renzo Zenobi, e quest’ultimo ha cantato in solitaria la sua canzone di “Di tamerici e di sabbia”.

Si riprende lo show con “Quattro cani” e “Vai in Africa Celestino” per poi chiudere con “Generale” e “Rimmel” dove incita tutto il pubblico a fargli da coro.

E dopo i saluti e ringraziamenti per essere venuti ad ascoltarlo, una brevissima pausa prima del bis.

Il Principe ritorna sul palco con sigaretta e calice di vino bianco e chiude la serata intonando “Buonanotte Fiorellino”, e al ritmo di questo valzer invita tutto il pubblico in sala a ballare, facendo anche salire sul palco una coppia di giovani.

Adesso cala il sipario: grazie per questa magica serata di musica e poesia.

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