In una intervista a SKY i due superstiti degli Who parlano a ruota libera di molti temi

In una recente intervista a Sky Roger Daltrey e Pete Townshend (rispettivamente cantante e chitarrista degli Who) hanno risposto a una lunga serie di domande. Tra gli highlight Daltrey ha spiegato che la poca propensione di Spotify per le lunghe introduzioni strumentali è un problema per il gruppo inglese: “Pete ama scrivere lunghe introduzioni, e a me piace perchè danno alla voce un break e posso farmi una sigaretta. Ma sempre di più computer e algoritmi interferiscono nel music business, e in un certo senso è tragico”.

Pete Townshed ha invece spiegato che “il difficile in tutta la musica, non solo nel rock. è che è già stato fatto così tanto. Noi abbiamo iniziato nel 1964. C’erano molti gruppi in giro, che sono durati nel tempo Beach Boys, Beatles, Rolling Stones, Eric Clapton, Jimi Hendrix, per dire solo qualche nome. Oggi ci sono centinaia di migliaia di artisti che producono musica e la pubblicano. E credo sia veramente difficile uscire con qualcosa di nuovo, che abbia un feeling diverso, un sound diverso, accordi diversi.

Gli Who hanno annunciato a gennaio il Moving On! Tour e la registrazione di un nuovo album in studio.

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