Il secondo album dei Velvet Underground, prodotto da Tom Wilson

Di solito è l’esordio dei Velvet che si prende tutto il merito. Tante cucchiaiate di zuccherosa Sunday Morning per far andare giù Heroin, e le sue canzoni di morte e molto sadomaso con safewords adatte alla radio. Ma WL/WH non concede scampo, andando dritto al cuore dell’oscurità di Lou Reed. Il brano omonimo è al di là del glam, e al di là del punk. È la musica del peccato originale, la musica dello straniero, un lampo di lussuria adrenalinica e deviata. Lady Godiva’s Operation ci accompagna in un cambio di sesso, prima che la sinfonia anfetaminica Sister Ray infranga ogni regola che il rock abbia mai potuto, o dovuto, avere.

 

 

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