La recensione del concerto di Chris Stills del 4 aprile al Big Mama di Roma

Per la rubrica “Live Review” il nostro lettore Filippo de Orchi ci manda la sua recensione del concerto di Chris Stills.

Chris Stills Live@Big Mama – Roma 4 aprile 2019

Snoopy avrebbe iniziato così: “era una notte buia e tempestosa”. Ebbene sì, il 4 aprile qui a Roma pioveva in modo monotono e insistente, e per uscire dopo cena per andare al Big Mama a sentire Chris Stills bisognava avere davvero tanta voglia e coraggio.

Ho sempre nutrito una certa diffidenza delle capacità dei figli delle star internazionali di emulare i propri genitori e in questo caso parliamo di gente del calibro di Stephen Stills e Véronique Sanson. Tutti i dubbi vengono subito fugati appena varcato l’ingresso di questo storico locale. Ho la fortuna di incrociare Chris al bar e grazie a due miei amici (che saranno l’openig act della serata) entro nella dressing room per gli ultimi ritocchi alla scaletta e qui ho l’occasione di scambiare qualche parole e rubare qualche scatto informale a Chris.

Una serata di ottimo Rock’n’Roll

Lo accompagneranno Olivier Brossard al basso e Marco Rovinelli alla batteria:

L’inizio dello show è acustico ed intimo e da solo sul palco intona in sequenza “Sweet California” e “Just Like The Rain”; cambio di chitarra, entra in scena una Gibson Firebird e la musica vira immediatamente su suoni anni ’70; la sequenza dei brani è micidiale: “Hellfire Baby Jane”, “Calling Underground”, “In The Meantime”, “Lonely Nights”.

Tra un brano e l’altro Chris, oltre a presentare, interagisce e scherza con il pubblico.

A metà show rimane solo sul palco, si siede alla tastiera ed inizia a cantare in maniera molto ironica una divertente “Bohemian Rhapsody” con tutto il pubblico a fargli da coro; si continua con “In Love Again” e “Criminal Mind”.

Siamo ai saluti finali e pronti per il bis: salgono invitati sul palco da Stills anche i miei amici Francesco Lucarelli e Stefano Frollano, ambedue cantautori romani che avevano già avuto l’occasione di suonare con Crosby, Nash e …suo padre, a cantare una torrida e diluita “Ohio”.

Adesso tutto è finito ed è stata solo e soltanto una serata di buon – anzi ottimo – rock ‘n roll.

Uscendo dal locale la pioggia ha smesso di cadere, e si conclude così la splendida serata.

Buona notte!

 

 

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