Compie 50 anni il primo album di Lucio Battisti. Come si usava allora, è un’antologia della produzione a 45 giri pubblicata sino a quel momento

Battisti è ancora diviso tra la carriera di autore e quelladi cantautore e quindi per il suo primo disco recupera le canzoni che aveva affidato ai colleghi. Una però diventa un successo mondiale proprio in quel momento e sparisce all’ultimo minuto dalla scaletta.

Un estratto dell’articolo di Michele Neri comparso su Vinile 19, in edicola.

Il 13 gennaio del 1969, sono le 9 di mattina. Lucio Battisti entra nello studio di registrazione denominato Sax Records e situato nella zona nord di Milano. Probabilmente è già arrivato Ezio De Rosa, il tecnico che seguirà le quattro session previste per completare un album, il primo di Lucio, che dovrà uscire dopo il Festival di Sanremo che si tiene a fine mese.

Battisti ha strutturato il suo primo album come un’antologia delle sue prime composizioni, quelle incise in prima persona e quelle pubblicate da altri artisti e complessi. Dalla sua produzione discografica, Lucio sceglie inizialmente tre soli brani pubblicati nel 1968, Balla Linda, La mia canzone per Maria e Io vivrò (senza te). Poi ci sono i due brani che andranno a costituire il singolo sanremese: Un’avventura e Non è Francesca, registrati nelle due settimane precedenti. Per completare l’album, Lucio ha  previsto una nuova versione di Per una lira, dal suo primo 45 giri del 1966, e sei canzoni che sono state incise da colleghi e amici.

A questo punto succede però qualcosa che spinge Battisti a sostituire un brano prima ancora di aver cominciato a registrare, e a fare un passo indietro. All’inizio dell’estate del 1968, la stampa italiana diffonde la notizia di una relazione tra Lucio Battisti e la cantante inglese Julie Driscoll. La notizia è persino accompagnata da un servizio fotografico che ritrae i due seduti a un tavolino a Santa Margherita assieme a Brian Auger e gli altri musicisti dei Trinity, il complesso di cui Julie fa parte.

Il successo internazionale de Il Paradiso della Vita

In seguito, verrà fuori che si tratta di una notizia inventata dalla Ricordi per creare attenzione intorno alla coppia di artisti, in vista di una possibile partecipazione al successivo Sanremo.Tuttavia, oltre a essere una cantante potente ed evocativa, Julie Driscoll è una stretta collaboratrice di Giorgio Gomelski, importante manager inglese a lungo responsabile degli Yardbirds. Colpita dalle canzoni scritte da Lucio Battisti, la cantante porta probabilmente a Gomelski diversi dischi, compreso quella di Ambra Borelli (La Ragazza 77) uscito proprio nei giorni del presunto flirt (giugno 1968). Evidentemente, il potente manager/produttore inglese intuisce il grande potenziale della canzone, ne commissiona la traduzione a Jack Fishman e la propone al settetto degli Amen Corner, in procinto di passare alla Immediate di Andrew Loog Oldham dopo tre singoli per la Decca.

Quando Battisti viene informato di questa versione in preparazione, decide di togliere Il paradiso della vita dalla scaletta dell’album. Il disco degli Amen Corner esce il 17 gennaio 1969, stesso giorno in cui Lucio e i suoi musicisti sono in studio per la seconda session.

Oltre alle session citate del 13 (9.00/14.30) e 17 gennaio (15.00/18.30), per chiudere i brani servono altre due sedute mattutine: 22 (9.00/13.00) e 23 gennaio (9.00/13.30). Poco meno di 23 ore per completare le basi di cinque nuove canzoni, prodotte e arrangiate da Lucio Battisti, che ha privilegiato arrangiamenti permeati da una certa sobrietà.

Sicuramente non è un caso, ma il primo album di Lucio Battisti esce il giorno del suo ventiseiesimo compleanno, il 5 marzo 1969. Il 33 giri vende bene e quindi ci sono diverse tirature, tutte molto simili all’originale, riconoscibili solo per alcuni piccoli particolari come l’indicazione della tipografia sul retro, la carta leggermente più sottile e altri dettagli cromatici sull’etichetta. A un certo punto, viene rifatta la matrice del lato B che pur partendo dallo stesso master, reca la data di transfer del 29 gennaio 1970 in luogo dell’originale 22 febbraio 1969 (per il lato A, la data è invece 21 febbraio e rimane invariata)

Negli anni, come tutti i dischi dell’artista, LUCIO BATTISTI viene ristampato un sacco di volte e per venti anni esatti, dal 1975 al 1995, cambia anche la copertina con due diverse varianti, con altrettante foto di Lucio tratte da partecipazioni televisive. Dal 1995 la grafica originale è stata ripristinata, più o meno fedelmente, per tutte le edizioni, nei vari formati.E il disco degli Amen Corner? Esce praticamente in tutto il mondo e diventa un successo clamoroso, il più grande, editorialmente parlando, per Lucio Battisti, che vede una sua canzone al primo posto in Gran Bretagna e al sesto negli Stati Uniti. Il successo è così vasto e immediato che in Italia c’è chi pensa subito di farne una cover. È Patty Pravo ad avere l’idea. La immaginiamo con il disco in mano appena estratto dalla copertina e… perbacco, è di Lucio Battisti.

L’articolo completo su Vinile 19, che si può comprare qui.

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