Un album eterogeneo, il cui obiettivo dichiarato è quello di “approfondire le potenzialità della canzone pop come forma di espressione artistica

Un breve estratto dell’articolo di Paolo Carnelli comparso su Prog 23, in edicola.

Esaurito l’anno sabbatico che si era concesso dopo lo scioglimento dei King Crimson nel settembre del 1974, Robert Fripp è pronto a rimettersi in gioco. Viste le credenziali guadagnate sul campo all’inizio degli anni 70, le richieste non mancano: nel 1976 Peter Gabriel lo chiama a suonare sul suo primo album solista, coinvolgendolo anche nel successivo tour, mentre l’anno seguente è il vecchio amico Brian Eno a contattarlo per proporgli di volare a Berlino e contribuire alle registrazioni di HEROES di David Bowie.

A Fripp viene affidata anche la produzione del secondo lavoro di Gabriel e del debut album di Dary Hall, SACRED SONGS: nasce così l’idea di una vera e propria trilogia da completare con un proprio disco solista. Il lavoro su quello che diventerà EXPOSURE inizia nel gennaio del 1978 agli Hit Factory di New York. Il cast dei musicisti coinvolti è notevole: oltre a Gabriel e Hall ci sono tra gli altri Jerry Marotta, Phil Collins e Narada Michael Walden alla batteria, Tony Levin al basso e Brian Eno al synth.

 

 

Un album eterogeneo con composizioni che raccolgono idee ed emozioni in maniera sintetica

Quando il disco è in fase di mastering, problemi con il management di Hall costringono Fripp a eliminare le sue parti vocali da gran parte dei brani e a chiamare in suo soccorso Peter Hammill e Terre Roche. Il risultato finale è un album eterogeneo, il cui obiettivo dichiarato è quello di “approfondire le potenzialità della canzone pop come forma di espressione artistica, mettendosi alla prova con composizioni da tre o quattro minuti che devono raccogliere in maniera sintetica emozioni e idee.

Indubbiamente l’approccio di brani come Breathless, Disengage, NY3, I May Not Have Had Enough Of Me But I’ve Had Enough Of You è decisamente primordiale e agli antipodi rispetto ad altre tracce come North Star, Chicago, Mary o Here Comes The Flood e forse sta proprio qui il fascino di questo disco sghembo e pieno di sorprese. E di spunti per il futuro. Non a caso nello spazio tra i solchi della prima facciata del vinile e l’etichetta è
presente la dicitura 1981 IS THE YEAR OF THE FRIPP. Il 22 settembre del 1981, dopo sette anni di assenza, i King Crimson pubblicheranno il loro ottavo album in studio, DISCIPLINE.

 

L’articolo integrale su Prog 23 che si può acquistare qui.

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