Il disco d’esordio è un singolo, uno storico singolo a 45 giri? Non sempre forse, ma spesso è così.

In questa rubrica troverete i dischi che hanno cambiato la vita e la carriera di chi li ha incisi. In molti casi hanno cambiato anche la nostra vita, di appassionati, di collezionisti, di semplici curiosi.

Giorgio Gaber
Ciao ti diro / Da te era bello restar / Love me Forever / Be Bop a Lula
EP Ricordi ERL 10009; 1958 € 70

Il primo disco di Giorgio Gaber è un Ep che mette al centro dell’attenzione Ciao ti dirò, composta da Gianfranco Reverberi e Giorgio Calabrese, ma di cui Gaber ha sempre rivendicato la paternità condivisa con Luigi Tenco. I due non avrebbero firmato la canzone perché non ancora iscritti alla SIAE.

La canzone è anche in assoluto il primo rock&roll scritto in italiano a essere pubblicato su disco, ma l’obiettivo della Ricordi era duplice: offrire al pubblico sia il rocker giovanile sia l’interprete orientato a un repertorio più melodico. Per questo, ad accompagnare Ciao ti dirò c’era Da te era bello restar, versione italiana di una canzone tedesca proveniente dal mondo dell’operetta, Bei Dir War Es Immer So, già incisa da Natalino Otto nel 1944.

Ci sono poi Love Me Forever, una canzone melodica lanciata nel 1958 dalla cantante inglese Marion Ryan (madre di Barry Ryan, il futuro dominatore delle hit-parade mondiali con la sua Eloise) e un’altra cover in lingua, Be-Bop-A-Lula, il grande successo del 1956 di Gene Vincent e dei suoi Blue Caps, ben presto entrato nel repertorio dei giovani rocker italiani.

Ad accompagnare Gaber, troviamo la Rolling Crew, un gruppo di musicisti senza formazione fissa che si davano il cambio nel piccolo studio della Ricordi in via Berchet a Milano; spesso provenivano dal jazz e per questo s’impossessavano con facilità del nuovo linguaggio rock di importazione americana.

Facile riconoscere, almeno in Ciao ti dirò e in Be-Bop-A-Lula, lo stile chitarristico di Franco Cerri e il sassofono di Gianni Basso, spesso suo compagno di avventure musicali.

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