Flea, il bassista dei Red Hot Chili Peppers si è raccontato in un lungo articolo al Time: “Ho iniziato a fumare erba quando avevo undici anni…”

Il bassista dei Red Hot Chili Peppers, Flea, ha recentemente scritto un articolo per il Time, in cui ha raccontato la sua personale esperienza con la droga.

L’articolo, si apre con un trafiletto in corsivo, che cita: “Le overdose di droga uccidono più di 64.000 persone l’anno, e sono la principale causa di morte per gli americani al di sotto dei 50 anni. Per documentare la devastante crisi degli oppioidi, il Time ha inviato il fotografo James Nachtwey e il vice direttore della fotografia Paul Moakley in tutto il paese, per raccogliere storie dalla prima linea. Il risultato, The Opioid Diaries, è una registrazione visiva di un’emergenza nazionale e un invito all’azione.

Subito dopo, inizia il racconto di Flea, che scrive: “Ho iniziato a fumare erba quando avevo undici anni. E ho continuato a pippare, iniettare, calare, fumare e il drago mi ha inseguito nei miei anni da teenager e anche nel decennio successivo“. e continua “Ho visto tre dei miei più cari amici morire a causa della droga prima che compissero 26 anni. Ed è stato un forte desiderio di essere un buon padre che alla fine mi ha ispirato all’autoconservazione: nel 1993, all’età di 30 anni, ho finalmente deciso di smetterla con le droga, e ho capito quanto avessero derubato la mia forza vitale. Così l’ho tagliata fuori, per sempre.“.

L’articolo, prosegue raccontando la storia di Flea, che sostiene che per combattere la piaga della droga, sia necessario un impegno concreto da parte della comunità medica e dal governo federale, in modo che aiutino tutti coloro che ne hanno bisogno. Tuttavia, a livello individuale, è necessario che la guarigione inizio con l’apprezzare l’intera umanità nella sua sofferenza: “Quel che ho imprato…” dice “E’ essere grato del mio dolore. Quella mentalità mi ha aiutato a resistere alla tentazione della droga.

 

 

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