La scelta degli AC/DC di continuare con Axl Rose, anzichè fermarsi a riflettere, sta facendo parecchio discutere: è giusto continuare a mantenere intatto quel nome se della line-up originale resta ben poco?

Pochi giorni fa vi abbiamo anticipato l’intenzione degli AC/DC di produrre un nuovo disco, insieme al cantante dei Guns N’ Roses, Axl Rose (se volete rinfrescarvi la memoria cliccate qui!). La notizia, inutile dirlo, ha fatto parecchio discutere. Persino il chitarrista dei Def Leppard, Phil Collen, ha pensato di dire la sua in merito alla questione: “Gli AC/DC hanno perso la loro integrità“, avrebbe dichiarato commentando i cambiamenti nella line-up della band.

Axl Rose si è unito agli AC/DC nel 2016, quando il frontman Brian Johnson è stato costretto a ritirarsi in seguito ad un grave problema all’udito. E, attualmente, a causa degli avvenimenti degli ultimi anni, Angus Young rimane l’unico membro originale della storica band. Per questa ragione, la recente partnership fra Rose e Young, destinata a continuare, ha lasciato dietro di sé parecchio malcontento.

Murray Engleheart, il biografo degli AC/DC, ha commentato su Facebook: “Axl è stato la grande scommessa di Angus, e si è rivelata un trionfo che ha posto interessanti basi per il futuro.

Se gli AC/DC dovessero fare un album con Axl Rose, sarebbe bello, ma non sarebbero più gli AC/DC

La decisione, non è stata accolta altrettanto bene da moltissimi fan e personaggi di spicco del mondo della musica. Phil Collen, dei Def Leppard, ha commentato: “Malcolm è morto, Brian Johnson è fuori. Cliff Williams si è ritirato e Phil Rudd è stato arrestate. Forse non sono realmente gli AC/DC e dovrebbero chiamarsi qualcosa tipo ‘A, WITH AXL ROSE’. Hanno perso la loro integrità davvero, sono diventati soltanto karaoke.” e ha continuato “Se fossi Angus non lo farei. A proposito, Axl ha fatto un ottimo lavoro, pensavo fosse straordinario quando interpretava Brian Johnson, ha fatto cose davvero buone. Ma, come band, se dovessero fare un album, non sarebbero più gli AC/DC.” E con questo commento, duro e schietto, sembra proprio che Collen abbia espresso il pensiero di molti altri là fuori.

 

 

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