Regno Unito: non accadeva dai tempi d’oro del Britpop, finalmente il fatturato delle case discografiche è tornato a salire. Il merito? E’ tutto del vinile e dello streaming

Secondo una nuova relazione, il reddito delle case discografiche nel Regno Unito, è cresciuto nel corso dello scorso anno, dall’apice del Britpop. Il rapporto annuale All About The Music, è stato pubblicato dal BPI (British Phonographic Industry), e ha evidenziato come il fatturato dello scorso anno sia salito del 10,6%. Si tratterebbe del tasso di crescita più alto dal 1995 ad oggi, e sarebbe tutto da imputare alla crescita esponenziale del vinile e al mercato dello streaming.

Per quanto il dato sia positivo, purtroppo, il reddito totale rimane inferiore rispetto al 2001 di quasi un terzo, quando il fatturato delle case discografiche riuscì a raggiungere il picco di 1,2 miliardi di sterline. Il nuovo tasso di crescita, comunque, sarebbe da imputare ad un aumento del consumo della musica.

Il vinile e lo streaming salvano il fatturato delle etichette discografiche

Lo streaming, nel corso del 2017, è cresciuto del 41%, con un aumento anche dei servizi in abbonamento del 45%.
Come vi abbiamo anticipato poco fa, il vinile ha contribuito a questa crescita, ritagliandosi il 24% del mercato, e portando il mercato analogico a ritagliarsi una fetta importante di mercato, pari ad un quinto del totale.

Geoff Taylor, Chief Executive BPI & BRIT Awards, ha commentato la notizia: “Probabilmente vedremo un continuo aumento anche nel corso del 2018, con una crescente consapevolezza da parte dei consumatori dei benefici dello streaming, e dei servizi in abbonamento. Sebbene questi siano tutti motivi di ottimismo, la musica ha ancora molta strada da fare per recuperare pienamente ciò che ha perso, e raggiungere una crescita sostenibile anche a lungo termine.

 

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