Teorie del complotto e cospirazioni gravitano da sempre intorno al mondo della musica: ma quali miti sono veri, e quali invece no?

In molti si sono chiesti (e a lungo) se Paul McCartney sia davvero stato sostituito da un sosia a metà degli anni ’60. Altri, si chiedono ancora se Elvis sia davvero la fuori, a godersi la vita. La verità è che queste cinque famosissime teorie del complotto sono decollate nell’era del web, con indizi, discussioni e prove sparpagliate in ogni dove. Cosa è vero e cosa no? A voi, l’ardua sentenza.

1/ Elvis Presley è ancora vivo

Foto via: hookedoneverything.com

Una teoria cospirazionista molto famosa, vedrebbe Elvis Presley ancora vivo. Gli “Alivers“, così chiamati i sostenitori di questo mito, sono convinti che The King sia ancora vivo, e non indugiano nello sfoggiare foto che lo mostrano apparentemente invecchiato, ombre e varie presenze sospette.
Secondo questi cospirazionisti, la diagnosi di aritmia cardiaca del medico legale, non potrebbe essere stata determinata su un cadavere, inoltre, alcuni dicono che Elvis abbia “sudato” nella bara, a riprova del fatto che la figura fosse fatta di cera.
Come se non bastasse, pare che nessuno abbia mai riscosso la sua polizza assicurativa sulla vita, perchè, se The King fosse davvero morto?
Ma non è finita qui, cosa si nasconde nella sua autopsia? Posta sotto sigillo per cinquant’anni? Gli Alivers sono convinti di una cosa: Elvis era stufo della fama, della notorietà e delle sue cattive condizioni di salute, per questo avrebbe ricorso all’unica via d’uscita possibile, inscenare la propria morte per dedicarsi ad uno stile di vita più semplice e appartato.

2/ Paul McCartney è stato sostituito: in realtà, è morto da anni

Foto via: www.sorrisi.com

Una teoria molto popolare, risalente al ’69, sostiene che l’ex Beatle sia morto intorno alla metà degli anni ’60. Secondo questa teoria cospirazionista, il musicista, sarebbe stato sostituito da un sosia, che avrebbe assunto atteggiamenti simili e, in seguito, i Beatles avrebbero iniziato a lasciare segnali per permettere ai fan di risalire alla verità.
Alcuni, sostengono di aver sentito John Lennon dire “Ho sepolto Paul” alla fine di Strawberry Fields Forever, altri, sono convinti che la copertina di Abbey Road rappresenti in realtà il funerale di McCartney. Il gruppo attraversa la strada in fila, e gli abiti dei quattro Beatles suggerirebbero una processione funebre: Lennon, vestito di bianco, interpreterebbe un ecclesiastico, o forse un angelo; Ringo Starr, in sobrio completo nero, in lutto, potrebbe essere colui che porta la bara; McCartney, a piedi scalzi, con la sigaretta a destra (pur essendo mancino) il defunto e George, in jeans, potrebbe essere il becchino al lavoro per far scavare la fossa.
Insomma, questa teoria è decisa a provare la morte di Paul in un incidente stradale e i suoi sostenitori sembrano aver trovato messaggi in codice più o meno segreti nel corso degli anni: tutti, dimostrerebbero la morte dello storico membro dei Beatles.

3/ Stephen King è il killer di John Lennon

Foto via: biografieonline.it

Un certo numero di sostenitori è convinto che un famoso scrittore horror abbia assassinato John Lennon, nonostante l’assassino Mark David Chapman sia ufficialmente dietro le sbarre per l’omicidio del cantante.
Questa teoria, assurda, è stata portata avanti per primo da Steve Lightfoot. Il mito, è nato attorno ad una foto di Lennon del giorno dell’omicidio, in cui l’ex Beatle è intento a firmare un autografo a Chapman – un Mark Chapman decisamente somigliante a Stephen King. Secondo Lightfoot, l’omicidio di Lennon sarebbe stato manipolato da alcuni personaggi politici, da tempo irritati dalle iniziative pacifiste dell’artista. Questa teoria, va quindi a combaciare con un altro mito di vecchia data, ben più noto, secondo cui John Lennon sarebbe stato ucciso dal governo.

4/ Debbie Harry è stata (quasi) rapita da un serial killer

Foto via: www.dinnerpartydownload.org

La cantante dei Blondie, Debbie Harry, ha rivelato in alcune interviste di essere sfuggita ad uno degli assassini più spietati della storia. Ted Bundy, spietato serial killer, condannato a morte nel 1989 per l’omicidio di oltre 30 donne, si sarebbe offerto di darle un passaggio per le strade di New York. Debbie, nel 2003, ha dichiarato: “Erano le 2 o le 3 di notte e non riuscivo a trovare un taxi quando mi si avvicinò un’auto con a bordo un uomo che si offrì di darmi un passaggio. Una volta dentro, mi accorsi che non c’erano maniglie per aprire l’auto dall’interno. La cosa mi mise subito in allarme. Non so come abbia fatto ma sono riuscita a mettere la mano fuori dal finestrino e ad aprire lo sportello da fuori“.
Tuttavia, la Harry sembra aver deciso di aver incontrato Bundy solamente nel 1989, anno della sua morte. La vicenda è stata condivisa, infatti, pochi mesi dopo. Il problema? Bundy, non ha mai visitato la Grande Mela nel corso della sua vita.

5/ Brian Jones, dei Rolling Stones, è stato assassinato

Foto via: hoppyx.com/brian-jones-plays/

Brian Jones è stato ritrovato morto sul fondo della sua piscina, appena un mese dopo essere stato cacciato dai Rolling Stones. Nonostante le droghe, secondo alcuni, sarebbero rimaste in sospeso numerose domande, inclusa Janet Lawson, che scoprì il corpo di Jones. In un secondo momento, infatti, avrebbe ritrattato la sua dichiarazione originale alla polizia, dicendo che sarebbe stata costretta a “dire un sacco di bugie“.
Quindi, chi avrebbe potuto uccidere Jones? La fidanzata, Anna Wohlin, ha puntato il dito contro l’impreditore edile Frank Thorogood, una delle poche persone presenti a casa nella notte dell’annegamento. Altri, hanno additato l’ex autista degli Stones, Tom Keylock. Entrambi, sono legati inestricabilmente a questa vicenda.
Secondo alcune fonti Thorogood, in letto di morte, avrebbe confessato a Keylock di aver ucciso Brian. Ma questa è ovviamente la versione dei fatti dell’ex autista, anch’egli implicato in alcune teorie cospirazioniste. Nel 2001, la Wohlin rilanciò la tesi dell’omicidio dopo una colluttazione in acqua. E nel 2009 la polizia si ritrovò a riaprire le indagini sulla morte di Jones: le circostanze di questo presunto omicidio, continuano a suscitare dibattito.

 

 

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