Judas Priest: una fondazione in onore di Glenn Tipton

Foto via: theriffrepeater.com

I Judas Priest hanno dato vita ad un’associazione dedicata a Glenn Tipton, lo storico chitarrista della band, la Glenn Tipton Parkinson’s Foundation

I Judas Priest hanno deciso di fondare un’associazione dedicata al proprio chitarrista, Glenn Tipton. Allo storico chitarrista, è stato infatti diagnosticato il Morbo di Parkinson, un disturbo neurodegenerativo dal quale è affetto da oltre quattro anni. Per questa ragione, i Priest hanno deciso di dar vita alla Glenn Tipton Parkinson’s Foundation.

In merito alla creazione della fondazione, Glenn ha dichiarato: “Come probabilmente saprete, ho dovuto ritirarmi dall’attuale tour dei Priest a causa di problemi di salute. Sto ancora facendo alcuni spettacoli e mi unisco al ragazzi sul palco per alcune canzoni. Loro proseguiranno il più a lungo possibile senza compromettere la band. Finora, quando salgo sul palco, la reazione del pubblico è stata sorprendente, commovente e molto emozionante. E’ stata la band che ha suggerito la creazione di una fondazione, che sebbene sia a mio nome, è in puro stile Judas Priest. Vendiamo magliette con lo slogan ‘No Surrender’, molto appropriato, considerando la determinazione che devi acquisire per andare avanti a combattere questa malattia!

Tutti i fondi raccolti, andranno in beneficenza.
Se volete contribuire, potrete acquistare la maglia ufficiale della fondazione, cliccando qui.

Glenn Tipton: “Non ho partecipato al tour dei Judas Priest, per un problema di salute”, così il chitarrista racconta la battaglia contro il Parkinson

Proprio per questa ragione, Tipton ha deciso che non avrebbe partecipato al tour della band, a causa delle precarie condizioni di salute. Appena poche settimane fa, aveva dichiarato alla stampa: “Ormai molti di voi sapranno che non farò il tour coi Judas Priest a causa di un problema di salute” dichiarava “Mi dispiace molto, ma quattro anni fa mi è stato diagnosticato il Parkinson e il mio specialista mi disse che lo avevo già da almeno 10 anni. Sapevo che c’era qualcosa di sbagliato nelle mia coordinazione e scioltezza riguardo al modo di suonare, ma ci ho lavorato e ho fatto di tutto per combatterlo. Ho giorni buoni e altri cattivi, ma la mattia è degenerativa e non vorrei mai compromettere la più grande band metal del mondo.

 

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