The Doors: ascesa e declino di una delle band più insolite del rock

Foto via: jazzinphoto.wordpress.com

Riferimenti letterari, esibizioni controverse, senso della trasgressione ma anche testi fortemente politici e una musicalità colta influenzata da tutto, Jazz e Flamenco inclusi. È il 1967 e il Re Lucertola scala velocemente la piramide del Rock. Arriverà in fretta alla cima, per poi precipitare.

Vivo! È questo il titolo di un racconto del 1986 di Jacques Rochard, secondo cui Jim Morrison, scomparso a Parigi il 3 luglio del 1971, era ancora vivo. Non è il solo a pensarlo e non è il solo caso. È successo a Elvis Presley e succede ancora oggi a Paul McCartney, che la leggenda vuole deceduto nel 1966 a causa di un incidente stradale e sostituito da una sua controfigura, tale Billy Shears. Leggende metropolitane.

In tutto ciò, a distanza di cinquant’anni c’è la sintesi di come Morrison il “poeta maledetto”, il profeta del rock rivoluzionario e visionario, abbia superato i confini della realtà e si sia esteso oltre “le porte della percezione” descritte nel libro di Aldous Huxley (The Doors of Perception, da qui il nome della sua band), racconto edito nel 1954 in cui è citata una massima del poeta William Blake dal quale lo stesso Jim Morrison prende spunto per spalancare le porte della sua anima dannata: “Se le porte della percezione si aprono, tutto apparirà all’uomo nella sua assoluta realtà: l’infinito”.

Quando Jac Holzman, cofondatore della Elektra ascolta per la prima volta Light My Fire, capisce di trovarsi di fronte a un’insolita rock’n’roll band. Jim è già un leader, infestato da spiriti maligni e pronto a tutto pur di non sbattere contro gli scogli dello scetticismo.

Colpito dalla forte personalità di Morrison, Holzman mette sotto contratto i Doors e l’esordio a 33 giri del gennaio del ’67 è premiato da un successo folgorante.

La scena californiana ai arricchisce così di una nuova band. In verità, quando il primo ellepì arriva nei negozi, i Doors sono insieme da più di un anno: avevano frequentato il London Fog di Los Angeles, un locale poco raccomandabile sul Sunset Boulevard e poi erano stati assunti dal più celebre Whisky a Go Go, divenendo i “padroni di casa” col compito di aprire i concerti di band già affermate dell’area californiana come i Byrds, i Buffalo Springfield e i Love.

Sarà proprio Arthur Lee, il leader di questi ultimi (sotto contratto con la Elektra), a consigliare i Doors a Jac Holzman. Il 21 agosto del ’66 si consuma l’ultimo atto: quella sera, durante la performance al Whisky a Go Go, Jim esegue The End in maniera oltraggiosa e la band viene licenziata in tronco.

Inizia da qui il Morrison personaggio enigmatico, protagonista ribelle, carismatico, provocatorio, esploratore dell’oscurità e dell’inconscio.

the doors
The Doors davanti al manifesto che li ritrae realizzato dalla Elektra in occasione dell’uscita del primo album (4 gennaio 1967).

Tornando alle canzoni, oltre alla già citata The End, che diverrà il pezzo conclusivo del primo ellepì, brani come End Of The Night, anche questo inserito nel debut-album, o altri come Moonlight Drive e My Eyes Have Seen You (che appariranno sul secondo), Hello, I Love You (sul terzo) erano stati già scritti e suonati durante l’estate del ’65 quando i Doors erano un sestetto formato dallo stesso cantante, con John Densmore alla batteria, Ray Manzarek al piano e gli altri due fratelli di Manzarek, Rick alla chitarra e Jim all’armonica, e sostenuti al basso da Patricia Sullivan, una ragazza che uscirà ben presto dalle scene musicali insieme ai due fratelli di Ray Manzarek.

Sul finire del ’65, il cambiamento decisivo: a Morrison, Manzarek e Densmore si aggiunge Robby Krieger, un chitarrista duttile ed eccellente sotto ogni profilo, conosciuto e voluto dal batterista.

Con questa formazione a quattro, la band fa la gavetta nella zona di Los Angeles e nell’agosto del ’66 entra nei Sunset Sound Recording per registrare i pezzi del primo album – dalle session definitive vengono però escluse Moonlight Drive e Indian Summer, che ritroveremo nei successivi 33 giri. THE DOORS si rivela un vero capolavoro raggiungendo il secondo posto delle classifiche americane dietro al solo SGT. PEPPER’S dei Beatles, mentre il 45 di Light My Fire si insedia al primo posto per alcune settimane, conquistando il disco d’oro con oltre un milione di copie vendute, dopo l’insuccesso del primo singolo Break On Through.

L’articolo completo, a cura di Franco Brizi è su Vinile n.17, in edicola e in digitale, disponibile qui.

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