Martin Barre sul primo concerto con i Jethro Tull

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Durante un’intervista a MusicRadar, l’ex chitarrista dei Jethro Tull, Martin Barre, ha ricordato il primo concerto con la band guidata da Ian Anderson, in un luogo sperduto nel sud-ovest dell’Inghilterra ormai più di 50 anni fa.

“Fu a Penzance in un club orribile, mi auguro che non esista più. Siamo arrivati là in un ritardo ridicolo, siamo entrati in questo club e c’erano persone dappertutto, in stato comatoso. L’aria era densa, c’era puzza di stufato, e in fondo si riusciva a distinguere il palco, per arrivarci abbiamo dovuto scavalcare tutte quelle persone” ha detto Barre.

Un’esperienza difficile, resa ancora più ostica dal fatto che l’ex chitarrista dei Jethro Tull si è esibito in quell’occasione indossando un costume da pirata che gli limitava il flusso di sangue alle braccia, rendendo difficile suonare. “È stato evidente, dopo la prima canzone, che le braccia erano così strette da bloccarmi il sangue nel braccio sinistro, non riuscivo più a suonare”, ha detto.

“Nella nostra crew c’era un solo ragazzo così lo chiamai e lui arrivò con un coltellino svizzero e tagliò il lato inferiore della giacca attorno all’ascella. Questo ripristinò il flusso abbondante di sangue alla mia mano sinistra e tutto tornò a posto. Penso che il pubblico abbia pensato che si trattasse di una sorta di cerimonia del sangue dei Druidi e fu l’unico pezzo del set che davvero apprezzarono! Non siamo mai stati richiamati.”

Proseguendo l’intervista, Barre ha parlato anche del suo viaggio peggiore per arrivare ad un concerto: “Dovevo arrivare in Svizzera il giorno dopo. Ho preso l’ultimo volo da Heathrow che passava da Bruxelles. Arrivato a Bruxelles, ho dovuto soggiornare in un motel orribile perché avevano cancellato i voli a causa della nebbia. L’unico volo con cui potevo raggiungere la Svizzera era via Atene su un aereo di linea greco dove tutti fumavano. Avevo l’ultimo posto nell’ultima fila ed ero circondato da fumatori. Il volo è stato deviato a metà percorso e così sono finito nella città svizzera sbagliata. Ho preso un treno ed ero così sporco che non mi vollero servire nella carrozza ristorante. Arrivato al mio hotel fu evidente che avevo ereditato alcuni ‘ospiti’ da quell’orribile motel”.

Alla domanda sul luogo migliore nel quale avesse mai suonato, Barre ha invece riflettuto sul fatto che l’esperienza del concerto riguardava le persone presenti piuttosto che il luogo in cui si sarebbe svolto: “In generale, peggiore è il paese, più povera è la città, più il posto è orribile, più le persone sono gentili”, ha affermato. “Per me, ogni concerto è come il primo o il più importante che abbia fatto e voglio l’atteggiamento sia sempre lo stesso”.

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