Phil Collins, Peter Gabriel e Sting insieme per una canzone

Quando Phil Collins decise di tentare un disco dance, per la canzone conclusiva si fece prendere dalla nostalgia e chiese di essere riportato a casa da due vecchi amici: Sting e Peter Gabriel.

Anche se ancora oggi c’è chi pensa a una rivalità tra Peter Gabriel e Phil Collins, in realtà i due sono stati sempre grandi amici. Quando il primo cantante dei Genesis si trova in difficoltà per una serie di concerti extra tour nel 1979, il suo successore è pronto a dargli una mano suonando la batteria sul palco e anche in studio. Il terzetto formato da Phil, Peter e il tecnico Hugh Padgham crea anche quel suono di batteria ‘gated reverb’ che passerà alla storia su Intruder (dal terzo album di Gabriel) e poi nella carriera solista di Collins. Quest’ultimo, a metà degli anni 80, supera di gran lunga l’amico in termini di popolarità. È con il progetto Band Aid del 1984 che Collins fa amicizia con Sting.

I due duetteranno il 13 luglio 1985 a Londra al Live Aid, presentando un mini-set acustico che include il duetto su “Long Long Way To Go”, brano tratto da “NO JACKET REQUIRED”, il terzo album pubblicato nel precedente febbraio col quale Collins azzarda un disco dance, semi plagio del Prince di 1999, su “Sussudio”. Ma per il gran finale, Collins vuole accanto a sé i suoi amici. Così, convoca non soltanto Sting, ma anche Peter Gabriel e persino Helen Terry, all’epoca popolare corista dei Culture Club.

La canzone s’intitola “Take Me Home”: riportami a casa, il grido di dolore di un paziente rinchiuso in un istituto mentale. Phil si affezionerà talmente alla canzone da farla diventare, da quel momento, il momento conclusivo di tutti i suoi concerti. I fan dei Genesis dovranno invece aspettare il 1999 per sentire di nuovo cantare Phil e Peter insieme: accadrà solo con la nuova versione di “Carpet Crawlers”.

L’articolo completo, a cura di Mario Giammetti, è su Vinile n.3, disponibile in digitale qui.

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