Keith Richards e le sue sporche chitarre!

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Dal numero 76 di Classic Rock, la storia di copertina: Keith Richards

Uno Stone lavora solo per gli Stones”, aveva sempre detto. Ma nel momento in cui il gruppo sembra sfasciarsi, Keef cambia idea. Sono passati 30 anni e oggi TALK IS CHEAP rivede la luce.

Di Lucio Mazzi

A febbraio, Keith Richards e Steve Jordan entrarono nel piccolo Studio 900 di New York e si misero a scrivere canzoni. Come aveva detto Keith, chitarrista e batterista s’intendevano a meraviglia e nacquero una quarantina di pezzi in un paio di settimane. Alla fine, Richards decise di avere abbastanza materiale per un album, ma per registrarlo rifiutò l’idea dei soliti turnisti: voleva una band vera, con l’interazione di una band, e in poco tempo radunò Charley Drayton al basso, Ian Neville, figlio di Aaron, alle tastiere e il chitarrista Waddy Wachtel: gli Organized Crime, subito ribattezzati X-Pensive Winos. In luglio, Richards firmò con la Virgin per due album, in agosto portò tutti in sala di registrazione, al Le Studio di Montreal, lontano da casa e dalle distrazioni. In due settimane il disco era pronto: s’intitolava TALK IS CHEAP, come un brano strumentale rimasto fuori da DIRTY WORK. Uscì il 4 ottobre 1988, esattamente un anno dopo il secondo album di Jagger PRIMITIVE COOL, e il confronto fu inevitabile. Mick era arrivato al 26° posto in Inghilterra e al 41° in USA, Keith si piazzò rispettivamente 37° e 24°. Siamo lì.

(…)

Poco dopo l’uscita del suo album, Richards svelò in un’intervista di aver sentito qualche settimana prima Jagger: “Mick – gli ho detto – questa faccenda, gli Stones, è più grossa di noi due messi insieme. Se tu e io fossimo sposati divorzieremmo, ma non possiamo fare nemmeno questo. Siamo incatenati”. Era una porta che si riapriva. Così, terminato il breve tour promozionale di 14 sold out (alla fine, TALK IS CHEAP venderà un onorevole milione di copie), Richards e gli altri si ritrovarono di nuovo insieme. A marzo si trasferirono alle Barbados (Blue Wave Studios di Eddie Grant) e c’erano tutti. Non succedeva da un paio d’anni. Suonarono, cazzeggiarono, provarono nuovo materiale… Nel giro di poche settimane, ecco addirittura un nuovo album! STEEL WHEELS.

Insomma, c’era ancora fuoco sotto la cenere e le velleità solistiche, toccato con mano sia da Jagger che da Richards che imporsi come solista non è facile neanche per uno Stones, tornarono (per un po’) nel cassetto. In particolare, avendo capito già dopo le date con gli X-Pensive che da solo non sarebbe andato da nessuna parte, anche se pubblicamente assicurava di avere ancora una lunga strada da percorrere da solista, Richards avrebbe pubblicato in proprio solo altri 2 album nei successivi 30 anni: MAIN OFFENDER del 1992 e CROSSEYED HEART del 2015. Praticamente niente, in confronto alla sua infinitavita con gli Stones.

L’articolo integrale su Classic Rock 76 che si può acquistare qui.

 

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