Il vinile inquina meno del digitale?

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Le moderne ricerche sull’inquinamento dei materiali usati nella produzione

Se prima dell’avvento del digitale, il mondo della musica era andato avanti per un secolo con prodotti come vinili, cassette, cd e i loro contenitori a forte rischio ambientale per il contenuto di materiale plastico, in un’era in cui diventa ogni giorno più pressante il richiamo a una maggiore e globale attenzione verso le fonti inquinanti, è corretto chiedersi quanto oggi incida la produzione dei moderni vinili sulla presenza in natura di materiali contaminanti.

Di recente le studiose della Keele University, Sharon George e Deirdre McKay, hanno rilasciato un’intervista a riguardo al portale The Conversation, che dà voce a tutto quanto sia ricerca accademica e scientifica.

Sappiamo che la gommalacca adoperata per i primi 78 giri era un prodotto completamente naturale, mentre i dischi attuali contengono mediamente 135 grammi di Pvc, resina termoplastica che solo parzialmente può essere riciclata. Difatti, è proprio il pvc scartato durante la produzione, come affermano le due studiose, a costituire il problema, avendo una teorica capacità di sopravvivere agli stessi siti di stoccaggio, se non addirittura di defluire un’altra volta nell’ambiente come sostanza inquinante. Senza tener conto di trasporto e imballaggi, l’impronta di carbonio di 0,5 kg di CO2 per la presenza dei 135 g. di pvc, avrebbe un impatto ambientale insostenibile, viste le vendite sempre più crescenti.

E il digitale, allora? La sua intangibilità è sinonimo di basso inquinamento? Ogni volta che trasmettiamo sui server una qualsiasi traccia, impieghiamo energia, e, ci dicono ancora questi studi, ogni volta che ascoltiamo musica in streaming adoperando un sistema audio hi-fi, utilizziamo 107 kw ora di elettricità all’anno… e lo stesso capita per l’archiviazione sui cellulari, computer o unità di rete locali.

Le conclusioni delle due studiose puntano a un paradosso inatteso: tutti coloro che acquistano vinili, non lo fanno per un ascolto mordi e fuggi del brano musicale: ebbene, per un ascolto plurimo nel tempo, il vinile inquina molto meno dello streaming, considerando tutte le variabili da valutare a corredo, dall’impiego dell’elettronica al surriscaldamento dei server.

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