I 100 dischi migliori degli anni 60: Ummagummma

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Un breve estratto della storia di copertina di Classic Rock 77.

Con il formidabile A SAUCERFUL OF SECRETS i Pink Floyd sopravvissero con successo all’abbandono del loro cantante e autore principale Syd Barrett, poi con il doppio, metà in studio e metà dal vivo, UMMAGUMMA tentarono cautamente di andare avanti. Sfortunatamente, non avevano avuto tempo per scrivere nuovo materiale come gruppo, così divisero l’Lp di studio in quattro sezioni, con ogni membro che contribuiva con un pezzo solista. Roger Waters fornì il brano migliore, l’acustica e arguta Grantchester Meadows, mentre gli altri cincischiarono con varie sperimentazioni.

Non erano a corto di buone idee, ma gli mancava l’esperienza per tenere attento l’ascoltatore. Però, perlomeno, Nick Mason ci risparmiò un assolo di batteria. UMMAGUMMA fu ‘salvato’ dall’eccellente parte live, che dimostrò come i Pink Floyd fossero molti più della semplice somma delle parti, con versioni estese e più ricche di Astronomy Domine, Set The Controls For The Heart Of The Sun e A Saucerful Of Secrets, con in più un evocativo e ricco di pathos nuovo classico live, Careful With That Axe Eugene. In effetti, fu la loro crescente capacità di dominare le dinamiche musicali che avrebbe indicato la strada per il gruppo.

Nel frattempo, la casa discografica scommise distribuendo UMMAGUMMA a prezzo popolare. E vinse.

 

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