Joe Vescovi: il mago dell’Hammond

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Cinquant’anni di carriera passati a cavalcare e addomesticare il suo fidato organo Hammond, fino a farlo cantare con una voce nuova: Giuseppe “Joe” Vescovi, anima dei leggendari Trip, è stato senza ombra di dubbio uno dei più grandi tastieristi prog di tutti i tempi.

Un estratto dell’articolo di Gianluca De Rossi  comparso su Prog 23, in edicola. 

Joe Vescovi nasce a Savona il 1° gennaio del 1949. Alla fine degli anni 60, diventa il tastierista dei Trip, unendosi al bassista anglo-norvegese Arvid “Wegg” Andersen e al chitarrista inglese Billy Gray; con l’aggiunta del batterista piemontese Pino Sinnone, la prima line-up dei Trip è pronta a dar vita alla “musica impressionistica” del loro primo omonimo Lp (1970), frutto della commistione tra i vari generi in voga in quegli anni: beat, psichedelia, hard rock, blues.

Ma è con l’album successivo, CARONTE (1971), che il sound dei Trip giunge a maturazione e Vescovi diventa sempre di più il centro focale e propulsivo della band Dopo la sfortunata partecipazione alla manifestazione Controcanzonissima del gennaio del 1972, in cui i Trip subiscono il furto degli strumenti, Billy Gray lascia per intraprendere la carriera solista, seguito poco dopo da Pino Sinnone. A quel punto Vescovi e Andersen scelgono di continuare come trio, con l’aggiunta del giovane e talentuoso batterista torinese Furio Chirico, portando a compimento un percorso musicale sempre più articolato e complesso, che sfocerà nella genesi dell’album capolavoro dei Trip: ATLANTIDE (1972).

La formazione in trio mette Vescovi al centro della musica

La formazione triangolare, ispirata, come tante altre dell’epoca, agli Emerson Lake & Palmer, pone Vescovi ancor più al centro del discorso musicale; dalle sue tastiere, infatti, scaturiscono le trame che, attraverso le 8 tracce del disco, danno forma al concept dell’ascesa, splendore e distruzione del continente sommerso, attraverso l’uso sconsiderato dell’Energia ad opera del folle e tirannico Leader. Vescovi, tuttavia, usa essenzialmente due sole tastiere: l’inseparabile organo Hammond C3, utilizzato in tutta la gamma sonora già sperimentata in passato e perfezionata negli anni, compreso un pedale wha-wha (Ora X) e il Farfisa Professional Piano, con il quale disegna magistralmente sospesi paesaggi acquatici, oltre all’organo da chiesa (Analisi) e un generatore di frequenze per gli effetti sonori (Distruzione). Nonostante l’album sia un successo di pubblico e di critica, i Trip vengono abbandonati dalla RCA e realizzano l’album successivo, TIME OF CHANGE (1973), per la neonata Trident di Maurizio Salvadori.

La proposta musicale diventa ancora più difficile e d’avanguardia, presentando sulla prima facciata un unico lungo brano, Rhapsodia, in cui Vescovi da libero sfogo a tutto il suo talento compositivo ed esecutivo, arricchendo la sua strumentazione con il sintetizzatore e una tastiera per riprodurre la timbrica violini (anche se Joe riveler in un’intervista di aver supplito alla mancanza di una vera orchestra solo per motivi pratici ed economici).

 

Dopo lo scioglimento dei Trip, Vescovi si unisce prima agli Acqua Fragile (preferendo il complesso emiliano al Rovescio della Medaglia) e poi ai Dik Dik, con i quali collabora fino a tempi più recenti. Diventerà poi tastierista della band di Umberto Tozzi e fonderà in seguito i Tarrot, prendendo parte, insieme a Mussida e Di Cioccio della PFM, alla colonna sonora del film Attila flagello di Dio del 1982.

Dopo la reunion al Prog Exhibition del 2010 e la tournée in Giappone dell’anno successivo, Arvid Wegg Andersen muore il 31 marzo del 2012, seguito da Vescovi il 28 novembre 2014. Il testimone della musica dei Trip passa ora a Pino Sinnone, affinché la leggenda dei Trip sopravviva ancora e per sempre.

L’articolo integrale su Prog 23 che si può acquistare qui.

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