Whitesnake: tre domande a David Coverdale

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Se i Whitesnake sono un pezzo importante della storia del rock, il loro leader David Coverdale ha da anni assunto il ruolo di autentica leggenda

Un estratto dell’intervista di Gianni Della Cioppa tratta da Classic Rock 78, in edicola e in digitale.

Nonostante una carriera ormai lunghissima, credo che l’uscita di un nuovo disco sia sempre un momento emozionante. Come vivi oggi l’uscita di FLESH AND BLOOD? Cosa ti aspetti dal pubblico e da voi stessi?
Non ho idea di come il pubblico reagirà. Fino a oggi le reazioni di chi ha ascoltato il disco sono state così positive che io e gli altri membri della band siamo ancora più eccitati di prima dall’idea di iniziare le prove per il Flesh and Blood World Tour. È fantastico lavorare ancora con i miei due stalloni italiani Serafino e Mario [Serafino Perugino e Mario de Riso, i due boss della Frontiers, ndr], sono molto coinvolti in ciò che facciamo, hanno suggerito loro Shut Up And Kiss come prima canzone e primo video. Hey You e Trouble Is Your Middle Name seguiranno prima che parta il tour americano, in modo che siano già note prima di essere eseguite dal vivo. Comunque, credo che il pubblico apprezzerà lo spessore del disco, che suona molto Whitesnake ed è musicalmente parecchio curato. Ho dato a ogni musicista della mia band l’opportunità di brillare e per la prima volta non ho dovuto fare da arbitro tra i miei due chitarristi, ma c’è stata una spontanea collaborazione, quasi fraterna, da cui sono nate 18 nuove canzoni. I fan dei Whitesnake non resteranno delusi e troveranno tutto ciò che amano della band.

Come decidete la scaletta del tour? Sarà sempre la stessa o farete alcune modifiche di volta in volta?
Penso che ci saranno variazioni. È stato molto eccitante per i musicisti che saranno in tour e naturalmente anche per me, prendere parte al processo creativo delle nuove canzoni, loro dovranno suonare Still Of The Night o Ain’t No Love In The Heart Of The City, e anche se lo sanno fare meravigliosamente bene è difficile essere originali, perciò spero di inserire almeno cinque canzoni del nuovo disco, anche se credo che per motivi di tempo saremo fortunati se riusciremo a eseguirne quattro. Dovremo infatti celebrare anche il 35° anniversario di SLIDE IT IN e suonare quei classici la cui esclusione farebbe arrabbiare i nostri fan. Insomma, le cose da fare sono tante.

Nei Whitesnake c’è un po’ d’Italia, il mio caro amico Michele Luppi. Mi racconti il provino per ingaggiarlo?
Avevo già ascoltato i suoi lavori, l’unico aspetto da verificare era come si sarebbe integrato con gli altri musicisti della mia band. Le sue doti, il suo talento, la sua voce sono favolosi, e probabilmente conosce i Whitesnake meglio di me. Sono assolutamente onorato che faccia parte della mia band. È un musicista incredibile, un can-tante fantastico, ha davvero contribuito a portare ai Whitesnake nuovi elementi, per i quali gli sono davvero grato. Il suo contributo al disco è stato immenso, così come lo è nei concerti. Quando il disco uscirà, i suoi amici e ammiratori avranno un motivo in più per essere orgogliosi di lui, così come lo siamo noi.

L’intervista integrale su  Classic Rock 78, che si può acquistare qui

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