Musicassette: e se stessero tornando in auge anche loro?

Sembra che la crisi del “feticcio musicale” sia passata, soprattutto per quanto riguarda il vinile e… le musicassette!

Che ci sia una riscoperta del vinile è una cosa ormai accettata un po’ da tutti. Che ci siano incrementi sensazionali nelle vendite dei 33 giri e degli altri formati è una cosa documentata chiaramente. Ma che questo fenomeno si potesse portare appresso la rinascita della musicassetta, era difficile da immaginare. Eppure diversi artisti, anche di livello internazionale, stanno pubblicando le nuove uscite anche in questo formato, oggettivamente anacronistico.

Riuscite a immaginare i colossi mondiali della tecnologia che rimettono in produzione i vecchi registratori a cassette, quelli con i bellissimi vu meter analogici che rimanevamo a guardare mentre facevamo le cassettine miste per le ragazze da corteggiare? Quelli che chiamavamo confidenzialmente “piastre”? Quelli che ci facevano improvvisamente diventare esperti di azimut (l’allineamento tra testina e nastro) e di capstan (quel tondino di ferro che, comprimendo il nastro assieme al gommino, ne garantiva la velocità costante)? Oggettivamente no, è difficile prevedere che possano riprendere il posto del Cd tra i media che ci permettono di realizzare copie dei nostri album o miscellanee da sentire in macchina o da regalare. Eppure, nel 2014 Sony aveva annunciato una cassetta in grado di contenere 145 Gb per pollice quadrato di nastro, ovvero, per una cassetta di durata media, la bellezza di 185 Tb – che tradotto significa circa 65 milioni di canzoni. Straordinario, viene da pensare.

Però immaginate se si smagnetizza o si spezza il nastro! Il vinile non è mai invecchiato: è stato messo da parte da strane logiche commerciali, il nastro magnetico sì.

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