Oggi nel Rock: il 14 luglio 1982 usciva “The Wall”, il film dei Pink Floyd

37 anni fa veniva alla luce il film ispirato al concept album THE WALL dei Pink Floyd

Il 14 luglio del 1982 viene proiettato per la prima volta all’Empire di Londra il film “The Wall” del regista britannico Alan Parker, ovvero la trasposizione cinematografica dell’omonimo concept album realizzato nel 1979 della leggendaria band rocker psichedelica, i Pink Floyd. Il film è stato presentato fuori concorso al 35º Festival di Cannes.

“The Wall” comprende tutte le canzoni del disco, tranne Hey You (tolta in quanto Waters e Parker ritenevano che fosse troppo ripetitiva per il prodotto filmico, ma presente nell’edizione in DVD negli “extra” come video musicale) e The Show Must Go On.

A metà degli anni Settanta, i Pink Floyd si trovavano nel loro periodo di maggiore successo, e Waters iniziò a sentirsi sempre più alienato, soprattutto dal suo pubblico. La nascita della produzione del film nacque quindi proprio da questo disorientamento che aveva colpito la band:

Il pubblico e quei concerti enormi si fanno, penso, per amore del successo. Quando una band o una persona divengono degli idoli, può avere a che fare col successo che quella persona manifesta, ma non più necessariamente con la qualità del lavoro che produce. Non diventi un fanatico perché il lavoro di qualcuno è buono, diventi tale perché sei toccato direttamente dalla sua fama e dalla sua attrazione personale. Le star dei film e del rock ‘n’ roll rappresentano in tal senso la vita che tutti noi facciamo. Questi si trovano davvero al centro della loro vita. Ed è questo il motivo per cui le masse spendono anche molti soldi per andare a vederli ad un concerto anche se si trovano a notevole distanza dal palcoscenico, talvolta scomodi, dove anche il suono si sente male.

TRAMA

Pink, famosissima rockstar con problemi di droga, si trova in un albergo a Los Angeles, alla TV passa un vecchio film di guerra che lo fa cadere in un vortice di pensieri che lo portano a rivivere i momenti più significativi e tragici della sua esistenza: il padre morto nella seconda guerra mondiale quand’egli era ancora in fasce, il crudele maestro di scuola, la madre iperprotettiva, la moglie infedele e le stupide groupies. Una sera, dopo aver portato in hotel una di quest’ultime e aver distrutto la stanza in cui alloggiava, poggia l’ultimo mattone del muro che simboleggia la sua follia, chiudendocisi del tutto. Le persone del tour, incuranti delle condizioni in cui si trovava, lo trascinano ad un concerto dalle sembianze di una parata nazista. In questa situazione Pink raggiunge il culmine della sua pazzia. Alla fine però, il giudice Verme impone a Pink di distruggere il muro che aveva costruito, riportandolo così al mondo reale.

La prima parte del film è un’autobiografia dello sceneggiatore e bassista della band Roger Waters: suo padre fu un integerrimo maestro elementare che morì prematuramente durante la seconda guerra mondiale, quando Roger aveva soli cinque mesi. La seconda parte del film invece, è dedicata al chitarrista Syd Barrett, che abbandonò i Pink Floyd a causa di gravi problemi di schizofrenia, spesso aumentati dall’uso eccessivo di droghe, in particolare LSD.

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