Bob Dylan e il plagio a John Edmund Andrew Phillips

Due copertine praticamente identiche quelle di Bob Dylan e John Edmund Andrew Phillips, un caso o è stato tutto calcolato?

Secondo voi, cosa avevano in comune un’icona del rock come Bob Dylan, nato nel 1941 sulle rive del Lake Superior, all’estremo nord degli Stati Uniti, e tale John Edmund Andrew Phillips di sei anni più vecchio e originario della Carolina del Sud? “Niente”, potreste giustamente rispondere.

Eppure, quando nel 1976 Dylan diede alle stampe il suo nuovo Lp, qualcuno si accorse che, loro malgrado, tra quei due artisti così diversi in tutto e per tutto qualche affinità c’era eccome. La copertina di DESIRE, infatti, sembrava fotocopiata da quella di THE WOLFKING OF L.A., pubblicato da Phillips sei anni prima: due primi piani speculari, stessa posa e abbigliamento praticamente gemellare con tanto di cappello a falde, cappotti dal collo piumato e foulard d’ordinanza. Uniche difformità: un Dylan sorridente davanti a due alberi e con la sciarpetta svolazzante, contro un John più pensoso, immerso in un cielo limpido, e con un nobile cilindro al posto del Thunderclap indossato dal collega.

Due immagini sostanzialmente sovrapponibili che spinsero molti a chiedersi se il cover designer di Dylan, John Berg, e il suo fotografo Ken Regan avessero voluto omaggiare il povero Phillips, all’epoca riemerso dalla tossicodipendenza e tornato in attività grazie alla colonna sonora del film The Man Who Fell to Earth di Nicolas Roeg.

Ma la spiegazione non era questa, almeno secondo lo scrittore Bob Egan, grande esperto di archeologia dylaniana. Pare semplicemente che nell’ottobre del 1975, tra un concerto e l’altro del Rolling Thunder Tour alla Plymouth Memorall Hall, Bob amasse girovagare nello storico Memorial State Park, là dove nel 1620 gettarono l’àncora i Padri Pellegrini, e che il 31 ottobre in particolare, vi volle scattare qualche foto mentre sbarcava da una chiatta, proprio come fecero quei primi coloni del Nord America. I provini dell’approdo però non convinsero nessuno, e di quella session vennero sfruttate solo le foto a terra. Alcune finirono su dei libri di spartiti, altre su antologie e cofanetti promozionali, mentre lo shot migliore, quello davanti a due alberi del parco, venne utilizzato per DESIRE.

Quindi: nessun tributo all’inquieto John Phillips, ma neppure nessuna malizia grafica. Ciò non toglie che le due copertine in questione, fossero terribilmente simili.

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