Black Sabbath e il riff proibito della triade del Diavolo

Tritono, diabolus in musica, triade dal Diavolo… sono tutti termini per indicare l’intervallo più dissonante conosciuto, riff inserito in Black Sabbath e che ispirò il nome della band

Il momento preciso in cui gli Earth divennero i Black Sabbath fu durante le registrazioni. “Stavo ascoltando la suite THE PLANETS di Holst”, ricordava Geezer, “e Mars mi faceva impazzire”. Iniziò ad accennare l’apertura del brano, ricca di pathos. “Un giorno la stavo suonando al basso, e Tony la modificò un po’, e da lì partì tutto. Sembrò quasi scriversi da sola”. Non fu un caso. Il riff distorto elaborato all’inizio da Tony poteva pure essere stato solo un’imitazione del capolavoro di Holst, ma l’ossatura del riff finale si basava su quello che i praticanti della magia nera sonora chiamavano tritono, o diabolus in musica, l’intervallo più dissonante conosciuto, perché le note che lo compongono distano esattamente tre toni tra loro, ossia metà ottava.

L’effetto degli ascolti ripetuti è così disturbante per l’orecchio umano che nel Medioevo la Chiesa lo definì “la triade del Diavolo” e lo proibì. Tony ha sempre detto che la prima volta che lo eseguì con effetti così inquietanti non sapeva nulla di tutto questo, ma ammette che provò “un qualcosa che mi spinse a suonarla così”. Il titolo Black Sabbath – parole che nel testo non appaiono e che fu aggiunto solo dopo – proviene dal film di Mario Bava del 1963 (I tre volti della paura, all’estero Black Sabbath), con Boris Karloff.

Il testo – uno dei pochi dei Sabbath a cui Ozzy mise mano – descriveva un’esperienza particolarmente ‘oscura’ che era capitata a Geezer una notte mentre poltriva a letto nel suo appartamento. “A quel tempo m’interessavo di occultismo e magia nera. Diciamo che avevo un insano interesse verso quelle cose. Leggevo tutto quello che usciva.” Quando una notte si svegliò con la certezza di vedere una presenza nella sua camera (la ‘figure in black which points at me’ del testo):

Mi spaventai a morte! Mi svegliai di soprassalto e c’era questa figura tutta nera ai piedi del letto. Non mi ero drogato e a quei tempi non bevevo. Stavo in un appartamento con un’unica stanza da letto, tutto dipinto di nero con croci invertite e poster di Satana e cose del genere dappertutto. E quella sagoma… per qualche motivo, pensai che fosse il diavolo in persona! Come se quella cosa mi stesse dicendo: ‘È il momento di giurarmi fedeltà o piantarla!’. E da quel momento mollai tutto!

Al mattino Geezer prese le croci e i poster e li buttò via, e ritinteggiò l’appartamento di arancione.


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