E cantava le canzoni: i segreti della discografia di Rino Gaetano

Rino Gaetano, discografia, Vinile, Stone Music

Rino Gaetano oggi avrebbe 69 anni e chissà quante e quali canzoni ci avrebbe regalato in tutti questi anni.

Facciamo assieme un viaggio nella sua discografia, tra le sue canzoni, quelle che hanno ispirato, e continuano a farlo

L’articolo integrale su Vinile 9, che si può acquistare qui.

1974 INGRESSO LIBERO
Tu, forse non essenzialmente tu / Ad esempio a me piace il sud / AD 4000 d.C ./ A Khatmandu / Supponiamo un amore / E la vecchia salta con l’asta / Agapito Malteni il ferroviere / I tuoi occhi sono pieni di sale / L’operaio della Fiat “la 1100”

LP IT ZSLT 70024 € 200

Alle spalle un po’ di attività teatrale, le serate al Folk studio, un 45 giri per la It di Vincenzo Micocci con lo pseudonimo di Kammamuri’s. Siamo nell’estate del 1974 quando esce il primo Lp di Rino Gaetano, INGRESSO LIBERO: canzone d’autore, ironia, nonsense e poesia. La quintessenza, allo stato embrionale, di tutto ciò che sarebbe diventata la canzone dell’artista calabrese. Nove tracce. La prima, Tu, forse non essenzialmente tu, esce in 45 giri in due versioni con differente lato B (E la vecchia salta con l’asta prima e I tuoi occhi sono pieni di sale poco dopo) e riscuote un discreto successo grazie ad Arbore e Boncompagni, che lo passano nel loro Alto gradimento. Un album quasi sperimentale. Vedi A.D. 4000 d.C., dove si canta di scimmie cloroformizzate e topi murati che ballano il tip tap. O la surreale E la vecchia salta con l’asta: una favola sull’amore (forse) e sulla rivoluzione (pare). Tra le tracce c’è comunque tanto di quegli anni: dagli effetti allucinogeni dovuti all’assunzione di droghe in A Khatmandu all’autunno caldo nell’Operaio della Fiat “la 1100” e alla coscienza sociale in Agapito Malteni il ferroviere, che prende da Guccini (La locomotiva). Sul binario delle relazioni sentimentali corrono invece I tuoi occhi sono pieni di sale e Supponiamo un amore. E poi, una dichiarazione d’amore per la propria terra: Ad esempio a me piace il sud (incisa inizialmente da Nicola Di Bari). Dobbiamo l’esistenza del disco alle capacità persuasive di Micocci. Gaetano non voleva cantarlo: aveva già presentato un sostituto al discografico romano.

1976 MIO FRATELLO È FIGLIO UNICO

Mio fratello è figlio unico / Sfiorivano le viole / Glu glu / Cogli la rosa d’amore / Berta filava / Rosita / Al compleanno della zia Rosina / La zappa… il tridente, il rastrello, la forca, l’aratro, il falcetto, il crivello, la vanga

LP IT ZSLT 70029 € 120

Il primo successo per Rino Gaetano arriva con il secondo album MIO FRATELLO È FIGLIO UNICO, anche grazie al traino dell’orecchiabile Berta filava che, pur pubblicata su 45 giri come lato B della title-track (in una prima versione con diverso numero di catalogo il retro era Sfiorivano le viole), è il brano su cui punta la promozione radiotelevisiva. Il disco contiene alcune tra le canzoni più note del cantautore come le tre già citate, la ballata Cogli la mia rosa d’amore e il nonsense apparente di Glu glu. La title-track è senza dubbio una delle canzoni più note (e anche, a parere di chi scrive, più belle) di Rino Gaetano: un testo contro l’emarginazione e la derisione di tutti quelli che non hanno un pensiero conformista. Nel 2004 Mio fratello è figlio unico è stata utilizzata nella colonna sonora del film di Guido Chiesa Lavorare con lentezza, e nel 2007 ha ispirato a Daniele Luchetti il titolo di un’altra pellicola, mentre gli Afterhours ne hanno inciso una cover nel 1993. Altro brano degno di nota è Sfiorivano le viole, una bossa nova che ripete la trovata dell’elenco di personaggi e fatti senza un collegamento apparente come in Ma il cielo è sempre più blu e in seguito in Nuntereggae più (qui sono citati tra gli altri Goffredo Mameli, Otto Von Bismarck e il marchese La Fayette). Tra i musicisti, oltre a noti turnisti RCA come Piero Ricci (basso), Massimo Buzzi (batteria) e Luciano Ciccaglioni (chitarre), vi sono due componenti dei Pierrot Lunaire, Gaio Chiocchio (sitar) e Arturo Stalteri (tastiere).

1978 NUNTEREGGAE PIÙ

Nuntereggae più / Fabbricando case / Stoccolma / Gianna / E cantava le canzoni / Dans le chateau / Capofortuna / Cerco / Nuntereggae collection

LP IT ZPLT 34037 € 80

È la fine di gennaio del 1978 e all’Ariston si ripete lo stanco – stanchissimo da qualche anno – rito del Festival di Sanremo. Però questa volta arrivano due personaggi a vivacizzare la faccenda: Anna Oxa e Rino Gaetano. Il pubblico li premia e li manda sul podio al secondo e terzo posto. La canzone che il cantante crotonese presenta a Sanremo è Gianna, un’ipnotica ballata in cui la protagonista “prometteva pareti e fiumi”, ma era impegnata a difendere il suo salario dall’inflazione. Con la complicità di un look perfettamente sgangherato – si dice che il cilindro gli sia stato prestato dall’amico Renato Zero – Gaetano ottiene un grande successo e quindi s’impone un album che capitalizzi l’affermazione del singolo. Il 33 giri è pronto in giugno e si apre con una canzone destinata a diventare un tormentone della nostra musica, Nuntereggae più. Ovviamente c’è Gianna, mentre rimane esclusa Visto che mi vuoi lasciare che completava il singolo sanremese.
In NUNTEREGGAE PIÙ c’è il Rino Gaetano ironico e visionario, lucido cronista di un’Italia in difficoltà politica e sociale, Fabbricando case (con De Gregori), E cantava le canzoni, Stoccolma e Capofortuna sono tanti tasselli di un unico, ampio, discorso che il cantautore sta con forza e determinazione portando avanti sin dal primo album. Dall’album, la It estrae un logico 45 giri con Nuntereggae più abbinata a E cantava le canzoni. La stessa accoppiata viene proposta per il mercato spagnolo con le due canzoni tradotte da Lope de Toledo (Corta el rollo ya) e da Carlos Ramòn Amàrt (Y cantaba las canciones).

1979 RESTA VILE MASCHIO, DOVE VAI?
Resta vile maschio, dove vai? / Nel letto di Lucia / Grazie a Dio, grazie a te  /Io scriverò / Ahi Maria / Ma se c’è Dio / Anche questo è sud / Su e giù

LP RCA Italiana PL 31449 € 30

Replicare a un album riuscito come NUNTEREGGAE PIÙ non è impresa facile e la fragilità emotiva di Rino Gaetano risente della tensione scaturita dal difficile compito. E poi c’è la RCA che ha rilevato il contratto di Gaetano dalla It e ha intuito le vere potenzialità di un cantautore ormai maturo. Per qualche motivo abbastanza inspiegabile, la casa discografica, impone (o avalla) una collaborazione tra Rino e Mogol per il brano di apertura, Resta vile maschio, dove vai? ed è curioso ascoltare il diverso utilizzo che Mogol (nella title-track) e Rino (in Nel letto di Lucia), fanno della sessualità per raccontare i tempi convulsi di quel 1979. Per la realizzazione dell’album, la RCA stanzia un budget che permette al produttore Giacomo Tosti (qualcuno lo ricorderà in qualche 45 giri come Giano Ton) di portare Rino a Miami, dove sta anche producendo Ivano Fossati e la sua La mia banda suona il rock. Oltre che in Florida, le registrazioni si tengono in Messico con musicisti locali. Gli arrangiamenti di Alessandro Centofanti non riescono a compensare una certa debolezza di composizione che rende questo album un passo indietro rispetto alle opere precedenti. Il livello, sia chiaro, è buono ma non è quello cui Rino aveva abituato il suo pubblico e in fondo anche le sonorità latine mal si adattano alla poetica del cantautore. Oltre alla caustica Nel letto di Lucia, si salvano Grazie a Dio, grazie a te e la “rotolante” Ahi Maria, che verrà incisa anche in spagnolo assieme a una curiosa traduzione di Resta vile maschio, dove vai? intitolata Maestra del amor.

1980 E IO CI STO
E io ci sto / Ti ti ti ti / Ping Pong / Michele ’o pazzo è pazzo davvero / Metà Africa metà Europa / Jet-set / Sombrero / La donna mia / Scusa Mary

LP RCA Italiana PL 31539 € 30

Ultimo album in studio di Rino Gaetano viene pubblicato dopo un periodo di crisi dovuto all’accoglienza tiepida riservata al precedente RESTA VILE MASCHIO, DOVE VAI?: il cantautore cerca quindi nuove strade, come è evidente nella title-track, pubblicata anche su 45 giri, un rock sanguigno con la chitarra di Carlo Pennisi in evidenza e un testo in cui ironia e nonsense sono del tutto assenti. Il tentativo di svolta “seria” è evidente anche in canzoni come Ti ti ti ti, Metà Africa, metà Europa e Scusa Mary (con il gioco di parole legato a Tutto il calcio minuto per minuto e alla frase “Scusa Ameri” con cui i colleghi interrompevano il radiocronista), mentre il vecchio Rino Gaetano riaffiora in Sombrero, forse nata grazie all’esperienza dell’album precedente in Messico, in Ping pong (con il verso “Woytila sfida la Calligaris”, in cui si ironizza sul modo in cui i media descrivevano il nuovo Papa) e nella divertente Jet-set, in cui il cantautore ritrae alcuni protagonisti della vita mondana romana del periodo come Marina Lante della Rovere, futura Ripa di Meana, o il “visagista delle dive” Gil Cagnè. Gli arrangiamenti sono curati da Giovanni Tommaso, che veste i brani con suoni puliti e levigati; in due brani, Ping pong e Michele ’o pazzo è pazzo davvero, l’ex contrabbassista del Perigeo si fa aiutare per le parti ritmiche dal torinese Dino Kappa. Un disco di sentieri abbozzati che lascia intravedere quello che avrebbe potuto essere Rino Gaetano negli anni 80: un cantautore rock con meno ironia nei testi ma sempre attentissimo alla realtà.

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