Baba Yoga: l’intervista a uno dei migliori gruppi italiani!

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Pensate che alla musica italiana di oggi manchino il coraggio e il gusto per la sperimentazione? Evidentemente, non avete mai ascoltato i Baba Yoga.

Tra gennaio e aprile 2020, Baba Yoga metterà in scena il suo disco L’UOMO PROGRESSIVO, inserito da «Classic Rock» tra i 10 migliori dischi italiani del 2018. Ne parliamo con Gianfranco Salvatore.

L’intervista integrale su Classic Rock 85, in edicola o acquistabile online qui.

Come saranno questi concerti?
Proporremo L’UOMO PROGRESSIVO in una versione completamente nuova, girando i teatri. A fronte degli oltre venti musicisti della versione originale, il repertorio sarà eseguito da una piccola formazione acustica, “da camera”, con due voci straordinarie – quelle di Peppe Servillo e Luciano Regoli (ex RRR)– e una strumentazione che rivisita i brani in modo completamente diverso.
Danilo Cherni sarà al pianoforte a coda, io al basso e ai plettri antichi e orientali (oud turco, colascione barocco). Assieme a noi, un sassofonista e un percussionista multietnico. In questo modo, la storia dell’“Uomo Progressivo” si trasforma da concept album a narrazione teatralizzata, e la nuova veste musicale, con arrangiamenti completamente diversi da quelli del disco, forse darà luogo a un disco dal vivo. Il prog italiano recupera così la sua vocazione più narrativa e teatrale.

Baba Yoga sembrava un esperimento estemporaneo, e invece ne ha già macinata parecchia di strada…
Il gruppo l’ho fondato con Danilo Cherni (uno dei miei principali partner artistici). Il primo lavoro fu una colonna sonora per Daniele Luchetti, Dillo con parole mie. Il film era ambientato in un’immaginaria isola greca dell’Egeo e Daniele, uno dei registi italiani più esperti di musica (da ragazzo suonava il sax soprano), mi chiese di ideare un sound che non suonasse immediatamente “mediterraneo”, ma piuttosto orientaleggiante, East/West. Con strumenti tradizionali ma anche elettronica, loop, campionamenti. La colonna sonora uscì per la EMI, e così nacque questa strana creatura che è Baba Yoga  Poi abbiamo fatto altri tre dischi per una nostra etichetta, la GasTone Records, e un altro per la CNI (l’etichetta che ha lanciato Daniele Sepe, Sud Sound System, Almamegretta etc.): si intitolano SABIR, MINIMANTRA, STOP THAT JAZZ!, e THE TIGER,THE PARROT AND THE HOLY FROG, un concept album che racconta una sorta di teogonia ambientata nella giungla. Infine L’UOMO PROGRESSIVO per la AMS.

Anche tu sei di origine casertana, come gli Avion Travel e Toni Servillo. So che già avevi collaborato con entrambi.
Degli Avion Travel sono stato il primo produttore artistico: ero io a fargli macinare i padri della musica italiana, dagli anni Venti fino a Modugno a Celentano – prima erano un gruppo new wave… E su richiesta di Caterina Caselli scrissi anche la loro biografia ufficiale. Quanto a Toni, con lui c’è un’antica amicizia, lavoravamo in due gruppi teatrali della post avanguardia dei tardi anni Settanta, e ho avuto l’onore di dirigerlo in una produzione di molte ore per la RAI, parecchi anni fa. Mi sono dedicato molto al teatro e alla prosa, in periodi diversi della mia carriera, sia come regista che come autore di musiche di scena. Negli ultimi anni ho prodotto “Moresca del Sud”, una messa in scena in forma narrativa delle canzoni moresche del Cinquecento napoletano, con attori africani e musicisti salentini, e ho anche portato in tournée una mia parodia in forma di musical (attori, cantanti, orchestrina,coro, corpo di ballo…) di “Cinquanta sfumature di grigio”, ambientata nel Salento e dedicata a due vecchietti morsi dalla taranta che recuperano le loro energie sessuali… ma non fino in fondo. S’intitola – chiedo perdono a tutti – Cinquanta sfumature di Ciccio.

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