1969: La nascita del prog italiano

Tutte le band che contribuirono alla formazione del prog italiano.

Il Sessantanove italiano fu un anno di frontiera sospeso indistintamente tra desideri e nostalgie. Ecco chi, musicalmente, ha saputo esprimere di più la condizione dei giovani di quella generazione.

Nel ’69 furono cinema e letteratura a restituire, tradurre e divulgare le aspettative di una generazione in mutamento: Easy Rider, Il mucchio selvaggio, Il Padrino, ma musicalmente poco o niente arrivò della grande quantità di capolavori prodotta all’estero, ciò includendo il nuovissimo stile progressive dei britannici Moody Blues, Nice e King Crimson, con i loro mix di musica rock, classica, jazz, folk ed elettronica.

In Italia pionieri del nuovo corso furono senza dubbio i New Trolls che, prima di passare al rock sinfonico, esternarono intuizioni di notevole acidità; accanto a loro Le Orme, e anche gli irreprensibili Stormy Six di Claudio Rocchi e Franco Fabbri.

Meno celebrati ma altrettanto sintomatici della loro epoca furono invece i napoletani Fabio Celi e gli Infermieri; a porre le basi del nuovo Pop nostrano furono poi i Formula Tre prodotti da Lucio Battisti, i futuri Nuova Idea che col nome di J. Plep esordirono con La scala, i milanesi Quelli, che dopo diventerano PFM, e infine i ricercatissimi Alusa Fallax il cui singolo Tutto passa sarebbe diventato nel tempo croce e delizia di molti collezionisti.

Il ’69, insomma, produsse tre anni di Prog Italiano duro, puro, e suonato solo per la voglia di farlo, prima in modo embrionale e ancora molto legato al blues lungo tutto il 1970 poi con fare sempre più solido e maturo nel ’71 (New, Trolls, Nuova Idea, Osanna, Trip ecc.) sino ad arrivare ai grandi capola-vori del biennio 72-73.

L’articolo completo sulla nascita del prog in Italia è all’interno di Vinile 23, in edicola e in digitale.

 

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