Il ritorno di Dente: l’intervista sul nuovo album

DENTE: il settimo, omonimo, album di inediti del cantautore fidentino che rappresenta l’evoluzione della sua carriera discografica in uscita domani.

A 3 anni di distanza dal suo ultimo lavoro CANZONI PER METÀ, domani venerdì 28 febbraio uscirà in tutti i negozi in versione cd e vinile, in digitale e sulle piattaforme streaming DENTE (INRI/Artist First), l’omonimo disco di inediti del “piccolo principe” del nuovo cantautorato italiano. Il disco è stato prodotto da Federico Laini e Matteo Cantaluppi e arrangiato da Dente, Federico Laini e Simone Chiarolini.


Ecco, in anteprima, la nostra intervista dedicata al suo ultimo lavoro:

DENTE, il tuo ultimo disco omonimo è un vero e proprio biglietto da visita: si chiama come te, vede il tuo volto in copertina ed esce il giorno del tuo compleanno, il 28 febbraio. Come hai detto te è un disco piuttosto differente dai precedenti sia sotto l’aspetto sonoro (vediamo infatti l’utilizzo del piano al posto della chitarra) sia sotto l’aspetto testuale. Un settimo disco che per tanti versi sembrerebbe quasi un primo disco: a questo proposito, lo senti più come un lavoro di svolta e rottura, che si vuole distaccare dai precedenti, o come una nuova pagina che vuole comunque rimanere legata ai capitoli passati?

Una rottura vera e propria non la vedo perché comunque sono sempre io, c’è sempre la mia scrittura quindi parlerei più di un nuovo capitolo. Ho voluto sfidarmi e cercare di superare dei limiti che ho approcciandomi a una nuova metodologia di lavoro, è stato molto difficile, ci ho messo un bel po’ di tempo però credo di esserci riuscito. Questo disco è una specie di nuovo esordio: per esempio, ho voluto che fosse omonimo anche se solitamente è il primo disco di un’artista quello omonimo. Poi musicalmente parlando ci sono dei suoni e degli arrangiamenti molto diversi, questo perché le canzoni sono state lavorate in maniera differente: non più da solo o con una band, bensì arrangiato e prodotto in un modo più contemporaneo, quindi con un computer, attraverso dei loop e dei campioni, attraverso la scrittura delle parti ritmiche. Quindi fatto in una maniera sicuramente più vicina alla contemporaneità e alla musica elettronica, però sempre al servizio della canzone.

C’è stato un episodio in particolare che ha fatto uscire fuori questa esigenza di sfidare te stesso e di parlare in prima persona della tua parte più intima? Quanto è complicato fare i conti con le proprie paure e debolezze? Pensi che la scrittura di questo disco ti abbia aiutato?

Probabilmente questo lo capirò dopo… Ammetto che negli album precedenti ho scritto delle canzoni più enigmatiche, nelle quali cercavo di nascondere in maniera maggiore i significati, e così mi comportavo anche nella vita di tutti i giorni; oggi invece sono un persona più aperta al dialogo e anche per questo posso descrivere DENTE come un disco più intimo, in cui mi sono aperto un po’ di più: mi sono messo a nudo cercando di essere il più diretto possibile. Poi mi piace che siano gli altri a dirmi quello che percepiranno da questo disco.

Non ti chiedo come ti vedrai tra 100 perché sarebbe un po’ assurdo, però ti domando qual è la canzone che vorresti rimanesse nella memoria collettiva e se coincide con quella che potrebbe realmente essere (per esempio, la più ascoltata su Spotify è Coniugati Passeggiare).

Diciamo che in generale mi piacerebbe rimanere nella memoria collettiva. Su questo sono ancora un passo indietro: non sto pensando a quale canzone rimarrà nella memoria collettiva, ma piuttosto sto sperando di rimanerci, visto che non ne ho ancora la certezza. E il brano 100 anni parla proprio di questo, non di dove sarò io tra 100 anni (anche perché fisicamente so benissimo dove sarò) ma di quello che sto facendo nel presente, e mi domando che cosa rimarrà di quello che ho fatto, se le mie canzoni verranno rivalutate o svalutate.

Sia nel brano La mia vita precedente che in Cose dell’altro mondo poni al centro dell’attenzione la tua periferia, a giudicare dallo spazio che le hai dato sembra abbia avuto un ruolo fondamentale rispetto alla costruzione dell’individuo che sei diventato, il che non è sempre scontato. Chi saresti se non fossi nato a cresciuto a Fidenza?

Ho sempre pensato che probabilmente sarei stato una persona migliore se non fossi nato in paese, ma mi sto ricredendo… Certo, mi sono mancate tantissime cose, elementi che ho scoperto dopo e che non calcolavo quando stavo là e che il clima della provincia non mi ha permesso di capire. Però quello è il luogo che mi ha formato e io credo di essere quello che sono grazie a Fidenza perché mancando tantissime cose bisogna lavorare d’immaginazione, bisogna inventare: Iì ho incominciato a suonare, a scrivere e a sognare.

-Se dovessi utilizzare due parole per descrivere il nuovo disco, quali sarebbero?

Le parole che mi vengono in mente sono “nuovo” e “mio”.

Questa la tracklist di DENTE: “Anche se non voglio”, “Adieu”, “Tra 100 anni”, “Cose dell’altro mondo”, “Sarà la musica”, “Trasparente”, “L’ago della bussola”, “Non te lo dico”, “Paura di niente”, “La mia vita precedente”, “Non cambio mai”.


Di seguito, invece, le date del tour:

13 MARZO – Latteria Molloy – BRESCIA

14 MARZO – New Age – RONCADE (TV)

20 MARZO – Locomotiv Club – BOLOGNA

21 MARZO – Bronson Club – RAVENNA

27 MARZO – Casa Delle Arti – CONVERSANO (BA)

28 MARZO – Officine Cantelmo – LECCE

3 APRILE – Hall – PADOVA

4 APRILE – Auditorium Flog – FIRENZE

17 APRILE – Teatro Alfieri – MONTEMARCIANO (AN)

18 APRILE – Common Ground – NAPOLI

24 APRILE – Balena Festival – GENOVA

25 APRILE – Spazio 211 – TORINO

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