Danny Gatton: il chitarrista sconosciuto più grande di sempre

Danny_Gatton
Credits: Nizzmann via Wikicommons (https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Danny_Gatton.jpg)

Per molti è un nome ignoto, per la rivista «Guitar Player» è nel 1989 il "chitarrista sconosciuto più grande di sempre". Ecco la storia di un musicista e la sua Fender Telecaster.

Nel marzo 1989, «Guitar Player» pubblicò un numero dedicato ai grandi sconosciuti del rock. Per l’esattezza, gli "Amazing Players You've Never Heard Of". Sulla copertina, compariva un uomo di mezza età con una maschera bianca e una Fender Telecaster del 53.

L’uomo si chiamava Danny Gatton e la sua storia merita di essere raccontata.

Nato nel settembre 1945 a Washington DC, Gatton crebbe circondato dalla musica: suo padre aveva suonato in una band, mentre la madre era una grande fan della musica country. Il piccolo Danny ricevette la sua prima chitarra a nove anni, seguì 6 mesi di lezioni e poi decise che avrebbe potuto fare tutto da solo. Entrò così a far parte del suo primo gruppo, The Lancers, esibendosi per la prima volta in pubblico all'età di 11 anni.

Quando la sua seconda band si sciolse, Gatton lasciò Washington per un lavoro da turnista a Nashville. Nel 1975 registrò il suo primo album, intitolato AMERICAN MUSIC, seguito, 3 anni dopo, da REDNECK JAZZ.

In tour con il cantante country Roger Miller e con il noto revivalista Robert Gordon, cominciò a farsi notare per uno stile unico, che spaziava dal jazz al country, fino a toccare il blues rock.

A colpire i fan, ma anche la critica, sembra che non fosse solamente la tecnica artistica, quanto la performance. Danny Gatton, showman nato:

Accordava la sua chitarra al ronzio delle luci fluorescenti e suonava usando qualsiasi cosa, da una bottiglia di birra Heineken a un teschio umano.

Innamorato delle Ford d’epoca, delle chitarre, apprezzato dai critici, Gatton faticava tuttavia a concordare un contratto discografico importante. Lo ottenne solo nel 1987, dopo la pubblicazione dell’album solista UNFINISHED BUSINESS.  

È a questo punto che si situa il riconoscimento di «Guitar Player», a questo punto che il mondo avrebbe potuto aprire gli occhi sul "più grande chitarrista di sempre" o "chitarra calda dell'anno", come scriveva quasi in contemporanea la rivista «Rolling Stone».

L'album 88 ELMIRA ST. (il primo prodotto dalla nota label Elektra), venne nominato come "Miglior performance rock strumentale" ai Grammy Awards del 1992. Ma il suo successo fu scarso. Ed è un peccato, considerando quanti generi musicali si mescolano in un solo disco: rockabilly, blues, rock, jazz, persino quel country tanto amato dalla madre di Danny.

Forse il mondo non ebbe nemmeno il tempo di apprezzarlo. Nel 1994 infatti Gatton, dopo aver registrato il disco RELENTLESS con il famoso organista jazz Joey De Francesco, si chiuse in garage e si sparòSenza spiegazioni. Sì, soffriva di depressione. Sì, probabilmente l'invidia nei confronti di altri chitarristi, meno talentosi ma più ricchi, aveva giocato brutti scherzi. 

Come sempre accade con i personaggi famosi, la morte misteriosa del chitarrista ne alimentò il mito. Accanto alla leggenda, un omaggio concreto venne dalla Fender, l'iconico marchio, che gli dedicò la chitarra su misura più costosa del suo listino: la Danny Gatton Signature Guitar.

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