Mogol riscrive “Il mio canto libero” e crea un inno contro il Coronavirus

Mogol riscrive il testo de Il mio canto libero, che diventa un inno in onore dei tanti medici che stanno combattendo il Coronavirus. 

Chi non conosce la versione originale de Il mio canto libero? Pubblicata dapprima come singolo in e poi inserita nell'omonimo album, Il mio canto libero è un brano del 1972 di Lucio Battisti la cui musica venne scritta dal cantautore, mentre il testo nacque dalla penna di Mogol. È un brano che potremmo considerare fra i cardini della canzone italiana. 

In questo particolare momento di fragilità, il maestro Mogol ha deciso di regalare a tutti noi una riscrittura di questo pezzo così sentitamente radicato nella tradizione culturale italiana. Il mio canto libero diventa, così, un inno per i tanti medici che si trovano ogni giorno in prima linea nella battaglia contro il virus.

È stata propria la Federazione Italiana delle Società Medico Scientifiche a rilasciare un video, rilanciato anche sui canali social del Ministero della Salute, che vede medici-musicisti (alcuni in camice bianco) che cantano e suonano questa riscrittura del pezzo. Un augurio, un pensiero che lascia ben sperare chiunque l'ascolti. Ma non solo: si tratta infatti anche di una rinnovata richiesta del personale sanitario al popolo italiano a restare in casa e ad attenersi alle norme igienico-sanitarie dettate dalle istituzioni. Come a rafforzare il messaggio lanciato da migliaia di medici e infermieri sui social negli ultimi giorni:

Noi non possiamo fermarci ma voi che potete, restate a casa!

Potete ascoltare qui l'emozionante interpretazione dei medici italiani: 

Vi lasciamo con un estratto dal nuovo testo de Il mio canto libero:

In un mondo che poi rinascerà riconquisteremo la libertà. Noi dalle corsie applaudiremo voi, cantando poi all'unisono perché il male più non c'è.

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