Tutte le chitarre (rotte) di Pete Townshend degli Who

Durante la sua carriera con gli Who e da solista, Pete Townshend ha suonato (e distrutto) una grande quantità di chitarre. Ripercorriamole.

Era il 1964 e Pete Townshend fondava gli Who, una band destinata a cambiare per sempre la storia del rock britannico. Nei primi anni 60, anni di live sui palchi dei club londinesi, Townshend non solo compose una lunga serie di brani (tra tutti I can't Explain o la nota My Generation), ma cercò anche di costruirsi la propria immagine come chitarrista.  

Certo, negli spazi ridotti dei locali, il chitarrista non poteva correre o saltare troppo, ma poteva roteare il braccio nel suonare accordi. Il windmill, "mulinello", divenne presto un suo marchio di fabbrica. Non solo. Durante uno dei primi concerti nella capitale, Pete ruppe per la prima volta la propria chitarra. Scriviamo "per la prima volta", perché da quel momento la distruzione della chitarra divenne quasi un rituale, in grado di scatenare e sconvolgere il pubblico.

Il motivo?

Distruggo la mia chitarra sull'altoparlante perché è di grande effetto visivo. È molto artistico. Si ottiene un suono tremendo e l'effetto è grandioso. 

Almeno fino agli anni 90, il rito chiuse la maggior parte dei concerti degli Who. Ecco un elenco di tutti gli "attrezzi del mestiere" utilizzati da Pete, prima con gli Who e poi da solista:

ANNI SESSANTA

Nei primi tempi con gli Who, Townshend ha suonato una Emile Grimshaw SS De Luxe e un paio di Rickenbacker, da sei e da dodici corde. Ha preferito utilizzare poi chitarre meno costose da poter distruggere facilmente, come la Fender Stratocaster o la Telecaster.

Durante lo show Smothers Brothers Comedy Hour nel 1967, invece, Townshend ha rotto una Vox Cheetah. Il suo non fu l'unico strumento ad andare distrutto: in quell'occasione, Keith Moon fece esplodere la sua batteria.

Nei tardi anni 60, Pete Townshend ha utilizzato quasi esclusivamente Gibson SG, in particolare i modelli Special, che ha sfoggiato, davanti a un pubblico delirante, sia a Woodstock che sull'Isola di Wight.

ANNI SETTANTA

Nel 1972, la Gibson ha cambiato il design del SG Special amato da Pete, perciò il musicista ha scelto di passare ad altre tipologie. Per la maggior parte del 1970, Townshend ha usato delle Gibson Les Paul Deluxe. Lo si può vedere maneggiare queste chitarre nel celebre documentario del 1979 The Kids Are Alright.

ANNI OTTANTA

Durante gli anni 80, il carismatico artista ha suonato per lo più Rickenbacker, un modello stile Telecaster costruito esclusivamente per lui dalla casa di produzione Schecter, e anche la signature Fender Stratocaster di Eric Clapton.

Non sono mancate, oltre alle chitarre acustiche, anche quelle elettriche, tra cui Gretsch, Gibson (una delle quali donata poi alla nota catena Hard Rock Cafe) e Fender.

Esistono inoltre, com'è naturale, diverse signature di Pete, tra cui numerose Gibson, come la SG Pete Townshend, la Pete Townshend J-200 e tre diverse Les Paul Pete Townshend Deluxe.

Townshend ha distrutto la sua originale Les Paul Gold Top Deluxe a Boston, nel 1976. I suoi resti sono ora esposti al Victoria & Albert Museum di Londra, ma gli appassionati possono ancora acquistarne una replica.

Verrebbe da chiedersi se, tra tutte queste chitarre distrutte, ce ne sia qualcuna andata in salvo. Ebbene sì, fortunatamente. In questi ultimi anni, Townshend ha tenuto le sue chitarre più pregiate lontane dai palchi.

Tra gli strumenti che l'ex Who ha conservato, ricordiamo la sua preferita, una Fender Telecaster Vintage del 1952.

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