Dietro le copertine: ATOM HEART MOTHER dei Pink Floyd

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Come sarà venuto in mente ai Pink Floyd di mettere una mucca sulla copertina dell'album ATOM HEART MOTHER?

Pubblicato nel 1970, ATOM HEART MOTHER è il quinto album in studio dei Pink Floyd. L'album può e deve essere considerato come un punto di svolta nella carriera della band: mentre gli album precedenti vengono comunemente associati al rock psichedelico, con ATOM HEART MOTHER il gruppo deciderà di virare verso un sound riconducibile al progressive rock.

E proprio questa svolta prog, i Pink Floyd volevano evidenziarla fin dalla copertina dell'album. È così che è nata una delle cover più iconiche della storia della musica. Ma esattamente, come come ci è arrivata una mucca su una copertina?

Per allontanarsi dalle cover degli album precedenti – THE PIPER AT THE GATES OF DAWN, A SAUCERFUL OF SECRETES, MORE e UMMAGUMMA – la band decise di optare per un'immagine semplice e ordinaria, nel tentativo di sbarazzarsi dell'etichetta di gruppo rock psichedelico alla quale venivano ormai comunemente associati.

La copertina venne realizzata dal grafico Storm Thorgerson, che si recò personalmente nella campagna a nord di Londra per fotografare degli esemplari di mucche frisone. Sembrerà incredibile, ma la mucca della foto non è una mucca qualsiasi: il suo nome era Lulubelle III e apparteneva al signor Arthur Chalke (che in seguito tentò invano di ricevere del denaro per la foto della sua Lulubelle). Il costo di produzione della copertina fu di sole 30 sterline.

L'ispirazione per la foto è riconducibile alla carta da parati con le mucche realizzata da Andy Warhol.

Un'altra caratteristica della copertina che colpisce immediatamente è la mancanza di un qualsiasi tipo di testo: non è presente né il nome o una foto della band, né il titolo dell'album. ATOM HEART MOTHER è infatti una delle primissime copertine pubblicate dalla EMI senza il nome del gruppo. 

Nonostante i dubbi dell'etichetta discografica, l'album venne comunque pubblicato con la copertina scelta dai Pink Floyd. E fu un vero successo.
In mezzo a tanti dischi che cercavano di farsi notare grazie a copertine stravaganti o psichedeliche, una semplice mucca in mezzo a un prato lasciava il segno e colpiva l'osservatore. Il giornalista e critico musicale Lucio Mazzi, nel suo libro intitolato Pink Floyd, ha ammesso di essere stato proprio uno di quegli adolescenti che all'epoca comprarono l'album perché colpiti dalla copertina, senza sapere minimamente chi fossero i Pink Floyd. 

Ebbene sì, non esiste alcun collegamento particolare tra Lulubelle III e la storica band britannica. La scelta è stata dettata da un semplice tentativo di ribellione del gruppo alle etichette del rock psichedelico. Nonostante questo, anni dopo, il batterista Nick Mason ha fatto riferimento a una teoria secondo cui la mucca rappresenterebbe la Madre Terra e proprio qui starebbe il riferimento alla "madre dal cuore atomico", a causa dell'assonanza fra le parole Heart (Cuore) ed Earth (Terra).

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