10 cose che non sapevi su LED ZEPPELIN IV

Quarto album in studio dei Led Zeppelin, non è solo uno dei dischi di maggior successo della storia, ma anche quello che più si presta a leggende e curiosità. 

Il lavoro perfetto. Per il loro quarto album, Robert Plant, Jimmy Page, John Bonham e John Paul Jones si chiusero nella villa vittoriana di Headley Grange, come già avevano fatto in precedenza, per LED ZEPPELIN III. Quello che ne uscì, l'8 novembre 1971, avrebbe cambiato la storia per sempre.

IL NOME

Qual è il titolo dell'album? Probabilmente non lo sapremo mai. Sul catalogo della Atlantic Records il disco è stato denominato Zoso.svg, citando i simboli che ne compongono le copertine, ma anche FOUR SYMBOLS, RUNES, STICKS e ZoSo (sigla dedotta dalla forma della runa scelta come emblema da Jimmy Page). O ancora, UNTITLED, THE HERMIT, IV.

Ancora oggi, una definizione certa non esiste. Continueremo a chiamarlo, semplicemente, LED ZEPPELIN IV.

LA COPERTINA

Pensavate che il titolo dell'album fosse l'unico mistero? La copertina è ancora oggi un concentrato di fiaba, magia, leggende mai svelate.

Una vecchia parete rovinata, con la carta da parati che cade a pezzi. In primo piano, la fotografia di un contadino fermo in un prato, con un bastone e una fascina di legname sulle spalle. Quest'immagine era un autentico dipinto a olio acquistato da Plant in un negozio di antiquariato a Reading, in Inghilterra.

Dietro il muro, si scopre il verso della copertina: un quartiere popolare di periferia. Si tratta di Ladywood, moderna zona di Birmingham, con il nuovissimo, all'epoca, grattacielo di Salisbury Tower. In un’intervista del 1981, Jimmy Page spiegò che la cover rappresenta la semplicità e i giorni perduti del passato rovinati da un presente distruttivo. L'avanzare della tecnologia spinge il vecchio (probabilmente ispirato a George Pickingill, un contadino inglese dell'800 esperto di occultismo) ad arrancare nei ghetti di periferia.

In realtà, altri interrogativi si potrebbero porre alla copertina, soprattutto aprendo la confezione del disco. Sul lato interno, campeggia infatti un'illustrazione ispirata all'Eremita, una carta dei Tarocchi. Sulre, invece, l'unica firma che rinveniamo è costituita da quattro simboli misteriosi: Zoso.svg.

I QUATTRO SIMBOLI

Il significato specifico di questi simboli non è mai stato del tutto chiarito e i musicisti hanno sempre schivato le domande relative.  

Ciò che è certo è che Jimmy Page e Robert Plant hanno realizzato i disegni di proprio pugno, anche se il simbolo scelto da Page è stato probabilmente preso dalla griglia dell’alchimista del 500 Gerolamo Cardano. Il simbolo di Page è quello che si è prestato a più interpretazioni: molti vi hanno intravisto la criptica sigla ZoSo, altri ancora un gatto. Entrambe le interpretazioni sono state più volte smentite dal chitarrista. Solo lui ne conosce il significato.

Robert Plant disegna invece una piuma dentro un cerchio. Simbolo della scrittura, visto che Plant ha scritto la maggior parte dei testi? Oppure la piuma di Maat, dea egizia della giustizia? Anche qua, non abbiamo precise risposte.

John Paul Jones e John Bonham hanno invece trovato il loro simbolo su un antico libro di rune chiamato Book of signs di Rudolf Koch.

Quello di Jones è una triquetra, una runa di origini celtiche e vichinghe, simbolo di tranquillità e saggezza, ma anche della Trinità e della fertilità femminile. La runa di Bonham invece, tre cerchi uniti in più punti, è il simbolo dell’unione tra uomo, donna e bambino. Bonham, del resto, nel 1966 era diventato padre. Qualcun altro ha visto nei tre cerchi una batteria. Anche qua, le interpretazioni si moltiplicano.

IL QUINTO SIMBOLO

C'è un altro simbolo, che non tutti conoscono. Si tratta di tre triangoli capovolti e uniti in un vertice. 

Il simbolo è una runa che allude alla fecondità. Con questa runa, i Led Zeppelin omaggiano la cantautrice folk-rock Sandy Denny, che duettò con Plant nel brano The Battle of Evermore, terza traccia dell'album.

BLACK DOG

Partiamo con la prima, famosissima, traccia del disco, dedicata a un cane nero che continuava a far visita alla band durante le registrazioni. Non tutti sanno che i suoni di apertura vennero riprodotti artificialmente in studio. Jimmy Page aveva infatti composto tre diversi pezzi di chitarra da unire in sincrono. Durante la sovraincisione, un nastro cadde per terra. Il rumore fu mantenuto perché ricordava "l'avanzata di un esercito di chitarre".

IL SIGNORE DEGLI ANELLI

I Led Zeppelin erano grandi fan di Tolkien. Addirittura Robert Plant, prima di entrare nei Led Zeppelin, apparteneva a una formazione folk-rock chiamata Hobbstweedle (in italiano,“il fischio degli Hobbit”). Proprio per questo legame, in molti hanno visto nell'eremita della copertina di LED ZEPPELIN IV un chiaro riferimento a Gandalf, lo stregone de Il signore degli anelli

Il testo di The battle of Evermore, in particolare, è stato interpretato come trasposizione musicale di alcuni episodi della trilogia di Tolkien.

JONI MITCHELL

La settima traccia dell'album, Going to California, è chiaramente ispirata a California di Joni Mitchell. Sia Jimmy Page che Robert Plant, infatti, stimavano moltissimo la cantante e c'è chi dice ne fossero segretamente innamorati.

Certo è che, durante le esecuzioni dal vivo del brano, Plant scandiva spesso il nome "Joni" dopo il verso To find a queen without a king, they say she plays guitar and cries and sings.

LE QUATTRO BACCHETTE

Le quattro bacchette che danno il nome a alla sesta traccia dell'album sono un riferimento preciso alla perizia percussionistica del batterista John Bonham, che per suonare usava non due, ma ben quattro bacchette (due per mano) durante le prove. 

SETTE LUOGHI DI REGISTRAZIONE

Non solo Headley Grange. Oltre alla villa vittoriana, i Led Zeppelin si servirono di altri sei posti per registrare il loro album: lo studio mobile dei Rolling Stones, gli studi di Basign Street, Sunset Sound (Los Angeles), la macchina di Ronnie Lane e altri due posti, a Londra e nel New Hampshire.

LUOGO PREFERITO?

Il luogo di registrazione preferito dalla band non poteva che essere l'abitazione rurale di Headley Grange. Un sala ben precisa: la Drawing Room, scelta anche dai Genesis per la sua acustica eccezionale.

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