5 aprile 1985: le radio unite per “We Are the World”

Precisamente 35 anni fa un obiettivo comune ha riunito più di 5.000 stazioni radiofoniche. Per quale causa? 

Era il 5 aprile 1985 quando più di 5.000 stazioni radiofoniche trasmisero in contemporanea We Are the World, pezzo scritto a scopo benefico fra i più celebri della storia. Questa cooperazione fra diverse emittenti radiofoniche venne studiata ad hoc per garantire al brano la risonanza mediatica che meritava, in modo da sensibilizzare più ascoltatori possibili e spingerli ad affezionarsi alla causa per la quale gli autori del brano si stavano battendo. Già, ma quale causa?

Facciamo un passo indietro: siamo alla fine del 1984 quando il musicista e attivista Harry Belafonte propone al proprio manager e produttore di organizzare una raccolta fondi in favore dell'Etiopia che, in quel momento, stava attraversando una gravissima carestia che stava uccidendo migliaia di persone. Per faro, Belafonte pensò di incidere un brano sul modello di ciò che era già stato fatto, proprio in quel periodo, in Inghilterra. In effetti, il progetto britannico Band Aid – un supergruppo di artisti che aveva inciso il brano a scopo benefico Do They Know It's Christmas? – aveva appena spiccato il volo con lo stesso obiettivo che aveva in mente Belafonte, ovvero raccogliere quanti più fondi possibili per aiutare l'Africa intera a superare la crisi nella quale si trovava. 

Così, Belafonte e il suo manager decisero di proporre il progetto a diversi artisti con i quali formare, a loro volta, un supergruppo e incidere un brano che sensibilizzasse i propri ascoltatori alla causa. Ecco che fece la propria entrata in scena Lionel Richie: l'artista statunitense accettò e, anzi, partecipò in prima linea alla stesura del brano affiancato dal re del pop, Michael Jackson. Jackson stesso, appena venne informato del progetto, decise di aderirvi con entusiasmo.

Nel giro di pochi giorni, Lionel e Michael gettarono le basi di quello che sarebbe diventato We Are the World e con l'aiuto del produttore del brano, Quincy Jones, misero insieme un gran numero di artisti, 55 per la precisione, interessati a prendere parte al progetto. Citiamo, fra gli altri, Stevie Wonder, Ray Charles, Tina Turner, Bob Dylan, Bruce Springsteen, Cindy Lauper e Kenny Rodgers, recentemente scomparso. Il supergruppo così formato prese il nome di USA for Africa, non dalla sigla statunitense ma dall'acronimo United Support of Artists.

Nulla fu lasciato al caso: a ogni artista venne assegnata una precisa parte di brano, scelta appositamente per lui/lei sulla base delle proprie caratteristiche vocali.

La sera del 28 gennaio 1985 ebbe il via un tour de force: durante la notte (per mantenere meglio la segretezza sul progetto e sulla location nella quale vennero portate avanti le registrazioni) tutti gli artisti si impegnarono, uno dopo l'altro, a portare a termine le registrazioni della propria parte di brano. Il prodotto finito fu pronto in tempo record, alle 8 del mattino seguente. 

Il brano venne pubblicato dalla Columbia Records il 7 marzo 1985 e il resto fu storia: poco meno di un mese dopo, ci fu quella grande campagna promozionale portata avanti da moltissime radio americane della quale parlavamo a inizio articolo. Il che contribuì sicuramente al grande successo che ebbe il pezzo. Le prime copie stampate andarono esaurite nel giro di pochissimo e il pezzo raggiunse le prime posizioni nelle classifiche di tutto il mondo vendendo più di 8 milioni di copie nei soli States, guadagnandosi il disco d'oro anche in Italia e vincendo ben 4 Grammy Award. Il progetto riuscì, così, a raccogliere circa 100 milioni di dollari da destinare alla raccolta fondi in favore dell'Etiopia. 

Il brano raggiunse un successo talmente esteso e una diffusione così capillare che siamo convinti che moltissimi dei nostri lettori lo conosceranno già. Ci lasciamo, però, ricordando il video di accompagnamento al brano che, siamo sicuri, porterà indietro nel tempo molti lettori. 

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