La carriera dei Black Crowes attraverso 20 brani

I Black Crowes hanno alle spalle grandissimi successi. Ripercorriamo la loro carriera attraverso queste 20 canzoni.

I Black Crowes, fondati nel 1984, hanno venduto oltre 30 milioni di dischi in tutto il mondo. Hanno alle spalle numerosi album in studio e sono considerati tra le migliori rock band americane.

Ripercorriamo la loro storia attraverso queste 20 canzoni.

1. Jealous Again (1990)

Il brano che svelò i Black Crowes al mondo: un boogie tiratissimo, che permise ai fratelli Robinson di sognare di essere i Faces. Nella foschia laccata dell’hair metal, emergeva il più grande gruppo rock’n’roll americano degli anni 90.

2. Hard to Handle (1990)

Chris Robinson non voleva realizzare la cover del classico di Otis Redding, ma sbagliava. Hard To Handle fu la prima hit dei Crowes, e da lì spiccarono il volo.

3. Remedy (1992)

Il nuovo chitarrista Marc Ford aiutò i Crowes ad alzare il livello di parecchie tacche su THE SOUTHERN HARMONY AND MUSICAL COMPANION, come mostrato in questo primo singolo, subito un classico: inno molto esplicito a favore delle canne.

4. Thorn in my Pride (1992)

Su SOUTHERN HARMONY i rocker rockarono ancora di più e le ballad spezzarono ancora più cuori – e nessuna più di Thorn In My Pride.

5. My Morning Song (1992)

Il brano migliore mai scritto dai Crowes: un gospel ricco di euforia che volteggia verso l’alto, finché non inizia a volare con le aquile. Fu qui che i Crowes diventarono come i gruppi a cui li avevano sempre paragonati.

6. A Conspiracy (1994)

AMORICA fu dove le cose divennero funky e strane. In questo primo eccitante singolo troviamo un Chris Robinson scatenato che arringa i cieli con il fervore di un predicatore.

7. Wiser Time (1994)

Tristezza e desiderio raccolte nella dolcezza e in una slide: Wiser Time narra di un cuore spezzato che corre nella notte, e vola alta sopra le radici country rock. Uno dei brani più coinvolgenti dei Crowes.

8. One Mirror too Many (1996)

L’oscuro e psichedelico THREE SNAKES AND ONE CHARM è il disco dei Crowes preferito da Chris Robinson. Sollevate il coperchio southern rock di One Mirror too Many e vi ritroverete a sbirciare in un Paese delle Meraviglie dove sono tutti strafatti.

9. How Much for your Wings (1996)

Caracollante come una parata Hare Krishna, il misticismo allucinogeno di How Much for your Wings vede i Robinson condividere le voci, in un raro momento di armonia fraterna. L’apice degli “Hippie Crowes”.

10. Go Faster (1998)

Proprio quando il grande pubblico stava perdendo l’interesse, con BY YOUR SIDE i Crowes realizzarono il loro disco più sincero dall’esordio. L’adrenalinico brano di apertura infila le dita nella presa e poi gira l’interruttore.

11. Kickin’ my Heart Around (1998)

E appena Go Faster si fermava, il secondo brano di BY YOUR SIDE entrava in pista, ancora più tirato. Chris domina la scena e un inquietante assolo di armonica trascina fino al traguardo.

12. Nobody’s Fault but Mine (2000)

I Crowes erano una strana scelta da mettere accanto a Jimmy Page – il machismo pomposo degli Zeppelin non gli si adattava granché. Ma in questa versione live della perla umida e lisergica di PRESENCE, i Crowes misero tutti se stessi.

13. Soul Singing (2001)

LIONS è il disco dei Black Crowes meno amato, ma non è da buttar via. Soul Singing coglie Chris Robinson in pieno trip, mentre spande onde di euforia nell’universo intero.

14. Lay it All on me (2001)

Prova che nessuno scrive una ballad su un perdente meglio dei Black Crowes, Lay it All on me vede il maggiore dei Robinson offrire conforto al suo alter ego distrutto. L’assolo che corona il brano è il migliore della loro carriera.

15. Feathers (2006)

In questo brano scintillante, i Pink Floyd incontrano gli Allman. Registrato originariamente durante le sessioni di TALL, disco del 1993 poi abbandonato, vide la luce solo nel 2006, in THE LOST CROWES.

16. Lifevest (2006)

Un’altra gemma perduta, realizzata durante le sessioni per BAND, disco del 1997 poi abortito. I Crowes alle prese con un rock netto e senza fronzoli, perfetto per guidare lungo strade polverose.

17. Goodbye Daughters of the Revolution (2008)

WARPAINT fu un ritorno alle radici dei Crowes, e il brano di apertura offre un sapore positivo, mentre Chris Robinson incita a una rivoluzione personale. “Parla di un’utopia blues paranoica” spiegò in modo criptico.

18. Oh Josephine (2008)

“It’s too late to play it safe / So let’s let it ride” cantò Chris Robinson verso la fine dell’incandescente brano centrale di WARPAINT, riassumendo la carriera del suo gruppo.

19. Appaloosa (2011)

Registrato live davanti a un pubblico radunato nel fienile di Levon Helm, l’ultimo disco dei Crowes, BEFORE THE FROST... UNTIL THE FREEZE, fu una grande idea con un’esecuzione discutibile. Questo brano però mostrò che c’era ancora benzina nel serbatoio.

20. Greenhorn (2001)

Classico senza tempo che emerge dalla metà acustica di ...UNTIL THE FREEZE. Greenhorn, dall’incedere a filastrocca, non si ferma ai primi anni 70 e rievoca i grandi classici USA degli anni 40 e 50.

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