Mimì, Loredana e Renato: quel trio in cerca di fortuna

"Tre alieni avrebbero avuto più successo". Renato Zero commenta così il primo viaggio fatto a Milano con le sorelle Bertè.

Una 600 rimasta senza benzina per le strade di Roma. Un trio un po' squinternato, che entra ed esce da locali e discoteche. Si chiamano Loredana Bertè, Domenica Rita Adriana Bertè e Renato Fiacchini. Gli ultimi due saranno poi noti come Mia Martini e Renato Zero, ma negli anni 60 sono solo tre giovani che si divertono mentre sognano il successo.

La storia dell’amicizia tra Mimì, Loredana e Renato comincia dopo il 1965, quando i coniugi Bertè si separano e la madre si trasferisce a Roma con le figlie.

"Il periodo di Roma è stato il più felice della mia vita" dichiarerà Loredana molti anni dopo.

Nella capitale, Loredana inizia infatti a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo come ballerina al Piper Club, il noto locale nato dalla mente dell'avvocato e produttore discografico Alberigo Crocetta. Ebbene sì, proprio quel Crocetta che alla fine del decennio ha modo di ascoltare Mimì e, colpito dalla sua voce, le procura un contratto con la RCA Italiana, trovandole il nome d'arte di Mia Martini.

Renato Zero e Loredana Bertè

Sono anni di spensieratezza e di divertimento per le due sorelle Bertè, che conoscono Renato proprio al Piper. I tre si esibiscono dal vivo, conquistano il loro primo pubblico, rubano passaggi in auto.

Cercano anche il successo, come ha ricordato recentemente Renato Zero, e a Roma non è facilissimo trovarlo. Però vi si tengono iniziative interessanti come, alla fine degli anni 60, il Festival delle rose della canzone italiana, una manifestazione organizzata dalla casa discografica RCA Italiana (ma aperta anche a cantanti di altre etichette) in concomitanza con il boom del mercato dell'industria musicale discografica.

C'era questa signora, si chiamava Maria Luisa Pisani, organizzò il Festival delle Rose e aveva talento nel ricercare ragazzi nuovi, voci. Si era innamorata della nostra causa. Ci ha portati a Milano a spese sue.

Dunque, i tre amici a un certo punto partono per il Nord, ma il risultato non è quello sperato. Il giro delle case discografiche non porta a nulla, se non a molte porte in faccia. "Tre alieni avrebbero avuto più successo". A far storcere il naso è forse l'outfit dei tre, eccentrico come i proprietari.

Eravamo troppo spinti. Mimì, con le maxi gonne e le bombette, che io e Mimì portavamo regolarmente, perchè era un copricapo che ci piaceva tanto, e Loredana con le minigonne strepitose. E poi io qualche gonna me la sono fatta sfuggire... eravamo un trio tutt'altro che moderato!

E poi? Il resto della storia non è così spensierato come quegli anni. L'amicizia tra Renato e Mimì però non si spegne, nemmeno nei momenti più bui.

Renato Zero ha raccontato di aver dovuto fare da garante per Mia a Sanremo, dichiarando che si sarebbe assunto qualsiasi tipo di responsabilità in caso di incidenti spiacevoli dovuti alla "fama" della cantante. Le sue parole sono state poi smentite dal produttore e organizzatore Adriano Aragozzini alcuni anni più tardi, ma non sappiamo come andò veramente. 

Non conosciamo nemmeno il motivo della crisi dell'amicizia tra Renato Zero e Loredana Bertè, che qualcuno data addirittura al 1996. Quell'anno, Loredana presentò una denuncia alla procura di Milano contro l'amico, colpevole di averle chiesto 100 milioni per la restituzione dei diritti di nove canzoni da lei scritte e poi incise negli studi di Fonopoli, a Roma, studi di proprietà di Zero.

Pensare alla fine di quel trio che negli anni 60 si divertiva nei locali di Roma, rattrista. Non lo riavremo indietro. Consoliamoci guardando qualche foto o qualche scena dal biopic prodotto da Rai Fiction Io sono Mia (2019).

Nel film, Renato Zero non compare, ma al suo posto, accanto alle mitiche sorelle Bertè, c'è un ragazzo di nome Anthony che tanto lo ricorda.

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