Mike Mangini dei Dream Theater: i segreti di uno dei batteristi più veloci al mondo

Nonostante il titolo gli sia stato soffiato da qualche anno, Mike Mangini è ancora considerato da molti il batterista più veloce al mondo. Quali sono i suoi segreti?

Dal 2011 Mike Mangini è il batterista dei Dream Theater, il famoso gruppo progressive metal statunitense. Mangini subentrò all'allora batterista e membro fondatore della band Mike Portnoy che, nel 2010, decise di lasciare i Dream Theater.

Fu di certo una grande sfida prendere il posto di un batterista affermato e di grande talento e, come se non bastasse, Mangini dovette lasciare il proprio lavoro come insegnante al Berklee College of Music per seguire la band in studio e in tour. 

Mangini non si fece scoraggiare e resse perfettamente allo stess, soprattutto perché non era affatto un novellino con le bacchette: dal 2002 al 2005 alzò per ben 5 volte l'asticella del record come batterista più veloce al mondo. Il record gli è stato soffiato nel 2013 quando, con ben 1208 colpi in un minuto, il giovane batterista Thomas Grosset batté Mangini. 

Ma torniamo a Mangini: eccolo durante l'audizione che, quasi 10 anni fa, gli permise di entrare nella band.

Suonare la batteria sembra quasi un gioco da ragazzi quando è un professionista di tale calibro a farlo. 

Il suo nome crebbe così tanto negli anni che alcuni batteristi emergenti, dopo essersi allenati assiduamente con esercizi specifici, hanno provato a riproporre le gesta di Mangini suonando il più velocemente possibile, senza mai perdere il ritmo, ovviamente. Una vera e propria sfida (quasi) impossibile.

Ma qual è il segreto di Mangini? Sembra che il batterista, per riuscire a essere così veloce e così a suo agio con le bacchette in mano, si allenasse per ore e ore su uno stesso esercizio, anche facile, in modo da riuscire a farlo velocemente senza nemmeno pensarci. Poco prima degli show, durante il warm-up, Mangini cerca di fare esercizi a ritmo molto sostenuti, in modo da essere sicuro di sciogliersi bene, per poi passare a movimenti più lenti e controllati, così da avere tutto sotto controllo. 

Insomma, un vero professionista che ha ispirato (e continua a ispirare) moltissimi artisti in erba.

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