I Queensrÿche e quel disco invidiato dagli Iron Maiden

"È il disco che avrei sempre voluto fare con i Maiden": così Bruce Dickinson parla del capolavoro dei Queensrÿche. 

Per molti è il migliore lavoro dei Queensrÿche mentre per altri si tratterebbe addirittura del miglior concept album della storia. Parliamo di OPERATION: MINDCRIME, il disco del 1988 che fece invidia perfino alla voce degli Iron Maiden

C'è una storia particolarmente elaborata dietro ai quindici brani che compongono la versione originale di OPERATION: MINDCRIME: una società corrotta, un protagonista dedito all'abuso di droghe che, mentre era poco lucido, è stato arruolato in un gruppo di ribelli che avevano come obiettivo quello di assassinare i leader politici che avevano distrutto la società nella quale è ambientata questa grandissima rock opera. Ma non finisce qui perché, come dice il titolo, l'oscuro leader di questo gruppo di ribelli utilizza metodi coercitivi che vanno oltre dei semplici ordini: è un maestro dell'ipnosi e riesce a manipolare ne menti dei suoi adepti

La trama è coinvolgente e ci si trova a chiedersi spesso quale sarà la sorte dello sfortunato protagonista, Nikki. Durante il tour promozionale legato al loro album del del 1990, EMPIRE, la band eseguì in live OPERATION: MINDCRIME per intero accompagnando la performance con alcuni video e alcune animazioni che davano ancora più vita ai personaggi del concept album. L'esibizione piacque talmente tanto al pubblico che nel 1991 venne pubblicato un box set chiamato OPERATION: LIVECRIME contenente una videocassetta e un CD (o un'audiocassetta, supporto ancora molto usato al tempo) con l'intera registrazione del live show. Ecco, qui sotto, parte dell'esibizione nella quale la band è accompagnata dalla cantautrice statunitense Pamela Moore che ricopre il suolo di Sister Mary, uno dei personaggi principali della rock opera. 

Come succede per molti dischi dei Queensrÿche, anche in questo caso abbiamo dei tecnicismi che regalano all'intero album una struttura musicale particolarmente articolata sempre accompagnata dalla potente voce di Geoff Tate. Inoltre, la storyline è davvero da premiare. Non c'è da stupirsi, quindi, che l'album si stato accolto con grande calore sia dai fan che dalla critica e se, ancora oggi, viene considerato un capolavoro del progressive metal.

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